Da mercoledì all’ospedale di Assisi «ripartirà una sala operatoria e dal 28 febbraio verrà ripristinata la normale attività, sempre Covid permettendo». Ad assicurarlo, martedì in consiglio regionale, è stato l’assessore alla Sanità Luca Coletto rispondendo a un’interrogazione della consigliera pd Donatella Porzi. Al centro dell’atto la chiusura della chirurgia dell’ospedale: una decisione, presa a inizio gennaio dalla giunta, che ha riguardato anche Umbertide e Castiglione de Lago in seguito al trasferimento di personale infermieristico e Oss verso gli ospedali in cui sono stati aggiunti posti letto. «Gli interventi programmati più urgenti – ha aggiunto Coletto – sono stati garantiti in altri ospedali».
LA CHIUSURA DELLE TRE CHIRURGIE
L’interrogazione Nell’atto Porzi ha chiesto chiarimenti non solo sulla chiusura della chirurgia ma anche sul «progressivo depotenziamento dell’ospedale». Porzi nell’interrogazione ha domandato perché «è stata disattesa la delibera dall’Assemblea legislativa sul potenziamento del nosocomio di Assisi; quali sono i progetti presentati dalla giunta al Governo nell’ambito del Pnrr che riguardano questo ospedale; come intende intervenire per l’immediata riapertura della chirurgia; come intende potenziare l’ospedale di Assisi, che negli anni ha visto e sventato numerosi tentativi di smantellamento».
UMBERTIDE, COLETTO: «CHIRURGIA RIAPRIRÀ FINITA L’EMERGENZA»
Personale e progetti Quanto al personale, Coletto ha sottolineato che sono stati assunti 29 tra infermieri e oss, mentre otto sono le uscite. «Quindi il saldo per Assisi – ha detto – è di 19 infermieri e due operatori sanitari aggiuntivi rispetto alla dotazione organica. Inoltre, sono in corso stabilizzazioni. Per quanto concerne la progettualità legate al Pnrr, si punta sulla telemedicina collegata all’intelligenza artificiale che partirà in via sperimentale appena avremo l’ok sulle radiografie e oncologia. Ci stiamo attivando sempre con l’intelligenza artificiale per la radiologia e la cardiologia a domicilio».
La replica Porzi nella sua replica ha sottolineato che le parole dell’assessore «confermano quanto io avevo denunciato: lo smantellamento sta dando grandi difficoltà. Con il pronto soccorso al quale non ci si può risolvere perché senza chirurgia. E questo rende quasi impraticabile questo ospedale. Rischiamo che nel frattempo che le situazioni sperimentali si concretizzino, il resto vada in decadenza e si assista allo smantellamento del presidio».
