Un'immagine del progetto presentato

di Daniele Bovi

Sono attesi tra due settimane i pareri di tutti i soggetti coinvolti nella conferenza dei servizi convocata giorni fa dal Comune a proposito del progetto, presentato dall’Arena Curi srl, di riqualificazione dello stadio di Perugia. Entro lunedì 5 giugno andranno messi quindi sulle scrivanie di Palazzo dei Priori i documenti provenienti da molti soggetti: dalla Usl agli uffici comunali, dalla Regione alla Prefettura fino a Telecom, Umbra acque, Open Fiber e non solo sono in tutto 15 quelli coinvolti per un totale di 26 uffici.

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Pubblico interesse Per quanto riguarda invece l’altro step fondamentale della vicenda, ovvero l’eventuale dichiarazione di pubblico interesse da parte del Comune (prevista dalla legge Stadi), c’è un mese preciso di tempo. Tenendo conto che il progetto è stato presentato ufficialmente a Palazzo dei Priori il 10 febbraio, e che il Comune a inizio marzo ha chiesto dei chiarimenti forniti da Arena srl pochi giorni fa, il termine ultimo per un possibile semaforo verde dell’amministrazione comunale è quello del 23 giugno. Sempre su questo fronte, intanto, mercoledì dovrebbe essere firmato il protocollo d’intesa fra Comune e Cassa depositi e prestiti.

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I dem Del progetto intanto ha parlato lunedì nel corso di una conferenza stampa il segretario comunale del Pd di Perugia Sauro Cristofani. I dem, ha spiegato, non sono pregiudizialmente contrari al progetto, anche perché lo stadio come noto ha grande bisogno di interventi, ma andranno rispettati dei paletti, sia tecnici che politici. Cristofani in primis ha però sottolineato che intorno al progetto regna il silenzio da parte dell’amministrazione: «Né il sindaco né l’assessore allo Sport o quello all’Urbanistica parlano. Questa non è una partita tecnica bensì politica: Serve una visione dell’area di Pian di Massiano».

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Equilibrio In particolare per Cristofani non va stravolto l’equilibrio tra sport, tempo libero e attività culturali: «Un’eccessiva presenza di attività commerciali – ha detto – potrebbe rompere questo equilibrio; sarebbe stato meglio concentrare le attività proposte dagli imprenditori dentro lo stadio». Bocciata anche l’eventualità di una riduzione dei posti a sedere a discapito delle curve: «Il calcio – ha spiegato Cristofani – è uno sport popolare. L’amministrazione deve valutare attentamente questo aspetto e noi saremo vigili». Una certa preoccupazione poi c’è anche per il fatto che i biancorossi per due stagioni (il tempo dei lavori) potrebbero essere costretti a giocare a Gubbio. Tutti punti sui quali i dem si dicono pronti a dialogare.

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