di Chiara Fabrizi
Per salvare case e strade dal Torbidone scatta l’allagamento controllato. E’ stata archiviata l’ipotesi di realizzare un bypass per il torrente di Norcia scomparso dopo il sisma del 1979 e riaffiorato a pochi minuti dal terremoto del 30 ottobre.
REPERTI ARCHEOLOGICI NEL CANTIERE DELLE SCUOLE
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Torbidone scatta l’allagamento controllato Dopo una prima messa in sicurezza, le ruspe del Genio hanno avviato gli scavi per allargare l’alveo esistente del Torbidone la cui portata negli ultimi tre mesi è aumentata sensibilmente, passando da 300 litri al secondo a circa 1.600. Anche per questo il rischio che l’affluente del fiume Sordo possa tracimare anche in futuro non viene sottovalutato tanto che le autorità hanno provveduto a individuare dei terreni vicini al torrente dove, in sicurezza e in caso di bisogno, poter procedere con gli allagamenti controllati. In questo senso gli uomini dell’Esercito realizzeranno anche un manufatto in cemento proprio in prossimità dei terreni selezionati attraverso il quale rilasciare le acque in caso di rischio esondazione e soprattutto in attesa della definitiva messa in sicurezza del Torbidone e di conseguenza del Sordo. Nel primo pomeriggio di martedì il sindaco Nicola Alemanno e il capo della protezione civile dell’Umbria, Alfiero Moretti, hanno compiuto un sopralluogo nel cantiere per le nuove scuole di Norcia dove durante gli sbancamenti sono riaffiorati frammenti ossei e di terrecotte.
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Reperti archeologici nel cantiere delle scuole Nell’area del ritrovamento sono stati sospesi i lavori, che comunque stanno procedendo nel resto del terreno. Martedì mattina sono stati avviati gli scavi dagli archeologici nominati dall’impresa esecutrice dell’intervento di solidarietà, finanziato dalla Fondazione Rava e da Coop Centro Italia, che con tecnici propri hanno partecipato al sopralluogo. Dopo la prima giornata di lavoro, in base a quanto risulta, l’ipotesi più verosimile è che dal terreno di via dell’Ospedale più che tombe antiche possa essere riaffiorata un’area devozionale. Diversi comunque i reperti di terracotta scoperti dagli esperti che poi relazioneranno il proprio lavoro alla Soprintendenza, lunedì intervenuta nell’area, a cui spetta il compito di stabilire come procedere. In base alle verifiche compiute nelle ultime ore, poi, da progetto la porzione di terreno da cui sono riaffiorati i frammenti ossei e di terrecotte sarebbe destinata ad area verde. Anche per questo l’impatto dell’indagine archeologica sulla consegna dei lavori non preoccupa i soggetti coinvolti. L’obiettivo resta consegnare le tre scuole entro marzo.
@chilodice
