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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 02:15

Terremoto, Franceschini con Cucinelli a Norcia: «Tutte opere d’arte torneranno qui»

Ministro rassicura il comitato, poi al deposito di Spoleto: ‘Stiamo facendo lavoro gigantesco’. Marini: ‘Al vaglio piano per beni culturali’

di Chiara Fabrizi

«Non ci sono dubbi che le opere torneranno nel loro luogo d’origine, è una linea che seguiamo rigidamente sempre. La vastità dei danni al patrimonio culturale è impressionante ed è questo che vogliamo spiegare molto chiaramente all’Europa e al mondo».

VIDEO: L’IMPEGNO DEL MINISTRO

Il comitato dal ministro Franceschini Così il ministro Dario Franceschini lunedì mattina in visita a Norcia dove, ad attenderlo, oltre agli amministratori locali, c’erano anche alcuni rappresentanti del comitato a difesa dei beni culturali di Norcia, che nei giorni scorsi ha scritto al ministro segnalando una serie di chiese che necessitano di interventi di messa in sicurezza. Il ministro in piazza San Benedetto ha parlato alcuni minuti coi rappresentanti del comitato, assicurando il massimo impegno per tutto il patrimonio storico. Intanto, però, a tre mesi esatti dal terremoto di magnitudo 6,5 che ha sconquassato la storia dell’Alta Valnerina, il ministro ha preso visione degli interventi di messa in sicurezza conclusi e in corso. In particolare con la soprintendente Marica Mercalli e i tecnici presenti nei cantieri di Norcia, Franceschini ha preso visione delle opere provvisionale eseguite a San Francesco e per la cattedrale di Santa Maria Argentea, oltreché naturalmente sulla facciata della basilica di San Benedetto. A Norcia lunedì mattina anche Brunello Cucinelli che, di fronte alla torre civica di cui ha finanziato la messa in sicurezza, al ministro ha detto: «La faremo più bella».

FOTOGALLERY: FRANCESCHINI A NORCIA
FOTOGALLERY: IL DEPOSITO DEI BENI CULTURALI DI SPOLETO

«Vastità danni a beni culturali va spiegata all’Europa» Di fronte alle macerie delle chiese, il ministro sollecitato sul rientro nei territori di appartenenza delle opere ha affermato: «Non c’è alcun dubbio in merito, seguiamo rigidamente questa linea anche in caso di recupero di beni culturali precedentemente trafugati. Le opere torneranno esattamente lì dov’erano perché rappresentano l’identità di questi territori. La vastità dei danni causati da questo terremoto al patrimonio culturale è impressionante ed è una cosa che vogliamo spiegare molto chiaramente all’Europa e al mondo. In questo momento ci sono oltre 300 persone del ministero che lavorano nell’area del cratere, ma è un lavoro enorme che va fatto col massimo scrupolo perché – ha osservato Franceschini – si tratta di coniugare la sicurezza con la tutela dei beni culturali. Gli interventi sono quindi molto delicati ma c’è l’impegno assoluto del governo a mettere tutte le risorse necessarie. Norcia, per il tipo di ricostruzione intelligente fatta nei terremoti precedenti, dimostra proprio che si possono ricostruire i centri storici così come sono, utilizzando criteri di sicurezza antisismica che funzionano. Qui – ha concluso il ministro – le case che avevano avuto interventi dopo i terremoti precedenti hanno retto la scossa».

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Marini: «Lavoriamo a primo piano stralcio per beni culturali» A Norcia anche la presidente Catiuscia Marini: «La ripresa economica e sociale dei territori colpiti dal terremoto passa anche attraverso un recupero, nell’immediato, di almeno una parte del patrimonio storico e artistico». In questo senso è stato sottolineato «il lavoro significativo di ‘assistenza’ al patrimonio storico-culturale fatto parallelamente a quello con la popolazione. Sui monumenti – ha spiegato Marini – siamo in una fase nella quale continua rapidamente il lavoro di pronto intervento, che ha visto alcune realizzazioni importanti come quella significativa e simbolica sulla basilica di San Benedetto ma anche su altri monumenti delle aree colpite. Con il ministro intendiamo approfondire – ha detto ancora la presidente della Regione – poi il primo piano stralcio per i beni culturali che stiamo condividendo con il commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani che affronta già il tema della ricostruzione e della conservazione».

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Da Norcia al deposito di Spoleto Il ministro Franceschini ha poi raggiunto Spoleto e precisamente il deposito di Santo Chiodo, dove dal 24 agosto vengono trasferiti i beni culturali recuperati nei musei e soprattutto nelle chiese dell’Alta Valnerina. A partire dalla fine di febbraio dovrebbe diventare operativo il laboratorio di restauro curato dall’Opificio delle pietre dure di Firenze con dieci allievi: «Rivendico il lavoro che stanno facendo i soprintendenti perché – ha detto Franceschini a Spoleto – bisogna vedere per capire le difficoltà. Questa mattina ho osservato le macerie di San Benedetto dove le pietre vengono recuperate una ad una per poi essere censite, numerate, trasportate e tutelate. I depositi di beni culturali del Centro Italia raccolgono complessivamente circa 10 mila opere mobili che sono state salvate dalle macerie e portate qua per essere restaurate e riconsegnate ai territori di appartenenza».

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Franceschini: «Stiamo facendo opera gigantesca» Parlare di tempi è impensabile, considerato che di mezzo c’è anche la ricostruzione delle chiese: «Stiamo compiendo un’opera gigantesca che sta andando avanti con grande efficacia e rigore scientifico. Solo nel deposito di Spoleto ci sono 4.500 beni culturali e ognuno richiede un intervento di restauro, qui sono impegnati l’Opificio delle pietre dure e l’Istituto centrale del restauro ma è un lavoro che durerà molto tempo ma che dobbiamo assolutamente fare in modo accorato perché questa è l’identità dei territori. Di fronte a questa vastità di danni serve solo rimboccarsi le maniche giorno per giorno con passione e dovere». La visita del ministro Franceschini è poi proseguita alla Rocca Albornoziana di Spoleto.

 

@chilodice

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