di Chia.Fa.
Per pagare il trasloco del Centro polivalente di Norcia sotto sequestro si conta sull’aiuto degli stessi donatori. A dirlo il sindaco Nicola Alemanno, mercoledì mattina, durante la seduta del consiglio comunale dedicata alla delocalizzazione della struttura progettata da Stefano Boeri, ma anche all’ultima e più pesante inchiesta a suo carico per corruzione e turbativa d’asta in relazione ai rapporti con la Bcc di Spello e Bettona, su cui indaga la procura di Spoleto che a gennaio ha compiuto una raffica di perquisizioni a Norcia.
Ricostruzione All’ordine del giorno, naturalmente, anche un aggiornamento sulle pratiche di ricostruzione post sisma nel comune più sconquassato del sisma, che Alemanno ha più volte messo a confronto con lo stato dell’arte della ricostruzione di Spoleto, sostenendo di fatto che a Norcia procede più speditamente, con «365 domande per la riparazione dei danni lievi presentate e 67 cantieri aperti per circa 13 milioni impegnati», mentre nella città del Festival «con lo stesso livello di danni lievi, ne sono state presentate 97». Stato dell’arte più scarno per la ricostruzione pesante con «33 pratiche per danni gravi e 2 milioni di euro impegnati, che riteniamo comunque un dato importante, considerando che Spoleto è ferma a zero», anche se i danni pesanti non sono paragonabili a quelli di Norcia.
Per il trasloco ancora i donatori Quindi la delicata pratica del Centro polivalente progettato dall’archistar Stefano Boeri su cui pende, al pari di Alemanno, la richiesta di rinvio a giudizio per abuso edilizio e violazioni delle norme ambientali e paesaggistiche, col sindaco che deve rispondere anche di falso. Il gup del tribunale di Spoleto ha concesso 60 giorni di tempo, che scadranno a metà marzo, per trovare una soluzione amministrativa all’abuso edilizio e salvare la struttura. Confermata l’ipotesi di delocalizzazione nell’area del nuovo polo scolastico, emersa sia in tribunale che in una riunione successiva, a chiedere chi pagherà il trasloco del Centro Boeri è stata la consigliera d’opposizione Lavinia D’Ottavio, stigmatizzando anche che «perfino al bar sapevano che quell’area è vincolata». A lei Alemanno ha risposto che «il comitato Un aiuto subito sta stimando i costi e valutando se coprirli interamente, oppure soltanto in parte o, magari, aprire un’altra sottoscrizione» per far fronte alla delocalizzazione: le primissime stime parlano di un’operazione da oltre mezzo milione di euro.
«Non so se mi ricandido, ma non lascio per un’indagine» Infine l’inchiesta relativa ai rapporti tra il sindaco e la Bcc, che nasce «dall’illegittima autorizzazione» con cui Alemanno, nel novembre 2016, ha autorizzato la realizzazione del prefabbricato adibito a filiale, per poi nel febbraio 2017 diventare socio dell’istituto di credito cooperativo, che un mese dopo si è aggiudicato il servizio di tesoreria del Comune di Norcia a seguito di un bando contestato dalla procura: «Siamo certi dell’azione cristallina dell’amministrazione comunale, che ha sempre agito nell’interesse collettivo e non temiamo i controlli dell’autorità giudiziaria, cui rinnoviamo la fiducia». L’attacco arriva subito, a sferrarlo sempre la D’Ottavio secondo cui «Norcia ha bisogno di un sindaco con un grado di libertà e serenità non compatibile con la necessità di difesa delle inchieste in cui è coinvolto, per cui sindaco – ha detto la consigliera – aspettiamo la chiusura delle indagini, ma poi le chiederò un passo indietro». Nel mezzo ci sono le elezioni: «Non ho ancora sciolto la riserva sulla mia ricandidatura – ha concluso il sindaco – ma di certo non lascerò per un’indagine».
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