lunedì 21 ottobre - Aggiornato alle 05:04

Norcia, la Bcc con la «scusa dell’emergenza terremoto»: sindaco indagato per corruzione

Alemanno diventa socio della banca e apre un conto dopo aver autorizzato l’apertura della filiale in un’area vincolata. I pm: ‘Così ruolo primario dell’istituto in gestione finanziamenti per ricostruzione’

Il sindaco di Norcia Nicola Alemanno

di Enzo Beretta

Corruzione, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente sono le accuse contestate al sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, perquisito a casa e in ufficio dalla guardia di finanza nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Spoleto. Nel registro degli indagati ci sono finiti anche il presidente di Banca di credito cooperativo, Massimo Meschini, il vicedirettore generale Maurizio Carnevale e il responsabile dell’area ragioneria del Comune nursino Loretta Mariucci.

Socio della banca La vicenda – viene ricostruito nel decreto – prende le mosse da un’«illegittima autorizzazione rilasciata dal sindaco» che il 14 novembre 2016, «con un semplice visto», ha autorizzato, «in deroga per l’emergenza sisma», la realizzazione in un’«area vincolata» di un prefabbricato adibito a filiale della Banca Bcc di Spello e Bettona. Poco tempo dopo – è spiegato nell’atto firmato dal procuratore Alessandro Cannevale – Alemanno e la società Omnigis «dallo stesso rappresentata» sono divenuti soci della banca («con connesse utilità e vantaggi») che a sua volta ha partecipato al bando «con procedura aperta per l’affidamento del Servizio tesoreria del Comune di Norcia». Bando che l’istituto di credito si sarebbe aggiudicato per due ragioni: 1) Bcc era «l’unica partecipante alla gara»; 2) per le altre banche non era conveniente e «i tempi troppo brevi non consentivano un’adeguata istruttoria, tutta concentrata nel periodo natalizio».

«La scusa dell’emergenza» «L’installazione urgente del fabbricato – scrive la Procura – è un atto chiaramente compiuto in palese violazione di legge avendo il sindaco assentito, con la scusa dell’emergenza, a far realizzare una nuova edificazione in zona vincolata». Da quella concessione dell’autorizzazione «urgente e illegittima del sindaco» la Bcc ha ottenuto «vantaggi» difficili da raggiungere senza la sede a Norcia. Intanto la Valnerina è una «piazza del tutto nuova». In più la banca ha potuto partecipare al bando per l’affidamento del servizio di tesoreria aderendo «alla convenzione Plafond Sisma Centro Italia per l’accredito, quale istituto erogatore, di finanziamenti agevolati per privati e aziende danneggiate dal terremoto, garantendosi così un ruolo primario nei prossimi anni della gestione dei finanziamenti per la ricostruzione acquisendo un ruolo di spicco sul mercato creditizio della zona del cratere».

Il conto corrente del sindaco Cosa avrebbe ricevuto «in cambio» Alemanno? «L’autorizzazione a diventare socio della Bcc». «In assenza di una sede della banca a Norcia ciò non sarebbe stato possibile». Gli inquirenti sottolineano che risale al 2014 la prima «richiesta di adesione». Essere socio – viene ricordato – comporta la possibilità di votare in assemblea, chiaramente, ma anche la «ripartizione degli utili della società cooperativa» oltre all’attivazione di «carte, conti correnti, finanziamenti, investimenti, assicurazioni, servizi accessori, borse di studio per figli e familiari». Un dato di fatto è che «lo stesso giorno dell’autorizzazione» il primo cittadino ha aperto un conto corrente.

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«L’accordo collusivo» L’inserimento di un requisito nel bando tesoreria – si legge negli atti giudiziari dell’accusa – «ha di fatto condizionato la scelta del contraente» poiché «altri soggetti potenzialmente interessati a gestire il servizio si sono astenuti» ritenendo l’offerta «non vantaggiosa». Conclude il decreto: «Appare evidente che l’aggiudicazione di un servizio sostanzialmente a titolo gratuito a cui si aggiunge un contributo economico di 20.500 euro annui costituisce un’operazione oggettivamente non vantaggiosa per la maggior parte degli istituti di credito a meno che non ci sia, come nel caso di specie, l’accordo collusivo tra le parti diretto a non corrispondere mai per intero la somma offerta da parte della banca e la promessa da parte dell’ente pubblico di non richiedere il denaro che sarebbe stato destinato a finanziare attività e progetti del Comune di Norcia».

Alemanno: attendiamo sereni «Come sempre ci siamo messi a totale disposizione degli inquirenti – sono le parole di Alemanno -. Le istituzioni non devono mai temere di essere controllate. Ancora una volta siamo pienamente sicuri del cristallino operato della nostra amministrazione e attendiamo con serenità che le verifiche si concludano. Allo stesso tempo non possiamo non rilevare il senso di stordimento e incredulità di tutta la struttura amministrativa che sembra colpita da un altro terremoto».

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