Dopo l’escursione sul tetto del segretario regionale Lamberto Bottini, oggi il Pd dell’Umbria esprime la solidarietà alla protesta studentesca e dei ricercatori precari contro il ddl Gelmini attraverso una nota ufficiale.
«La riforma Gelmini – afferma Bottini – non muove risorse e non dà risposte ai complessi problemi che vive l’Università italiana ma rischia, al contrario, di aggravarli, smantellando pezzo dopo pezzo quel poco che c’è di buono». «E’ di fondamentale importanza la protesta e la mobilitazione di tutte le componenti dell’Università, delle famiglie e dei cittadini – spiega Giuseppina Bonerba, responsabile dipartimento università Pd Umbria – per contrastare un provvedimento che va contro la formazione e la ricerca, dunque un provvedimento estremamente dannoso che, insieme ad altri, concorrerà pesantemente a peggiorare la situazione già grave del nostro paese».
«Il Partito democratico ha espresso la sua ferma e completa contrarietà alla riforma Gelmini fin dall’inizio del suo iter parlamentare – dicono Bottini e Bonerba – poiché è una riforma che penalizza in primo luogo studenti e famiglie, per cui la formazione universitaria diventa sempre più dispendiosa, incide pesantemente sulle condizioni economiche di tutto il personale, in particolare delle fasce più deboli e più giovani, e rende nulla la possibilità per l’Università pubblica di fare ricerca e di offrire una formazione qualificata e di livello europeo».
«E’ un disegno di legge che opera tagli indiscriminati e non si pone nemmeno l’obiettivo di prevedere un piano strategico del sistema universitario italiano, strumento indispensabile per valorizzare le potenzialità dei diversi Atenei, ottimizzare l’uso delle risorse, garantire il diritto allo studio e creare una rete tra ricerca ed impresa. Al contrario mira ad un isolamento dei singoli atenei, a un ridimensionamento dell’intero sistema universitario e a una centralizzazione delle scelte. Così mentre altri paesi europei, pur in presenza di manovre economiche anche di maggior portata di quella prevista per l’Italia, aumentano i fondi per la formazione e la ricerca ed elaborano strategie di potenziamento di questi settori, consapevoli che l’investimento in formazione, innovazione e risorse umane è il solo che ci può rendere competitivi nell’attuale crisi economica e può garantire un futuro ai nostri giovani, nel nostro paese si continua ad attuare una politica del tutto inadeguata e ispirata a particolarismi».
«La riforma Gelmini – concludono – è uno dei pezzi più significativi di questa politica che il governo continua a portare avanti, sordo a tutte le voci di protesta che si levano, e proprio per questo è estremamente importante continuare a fare sentire con fermezza, vivacità e decisione la nostra contrarietà».

