Striscioni, volantinaggio, cori. Hanno manifestato fuori e dentro la mensa di via Pascoli gli studenti e i ricercatori dell’università di Perugia per protestare contro la riforma Gelmini. A cui si sono uniti i lavoratori della mensa stessa. E non hanno alcuna intenzione di fermarsi. Nessun blocco a chi si recava a mensa ma la volontà di sensibilizzare tutto il mondo universitario.
Da Perugia a Roma Ieri sera si sono svolte assemblee per decidere il da farsi. Un gruppo di studenti dovrebbe andare a Roma per unirsi alla protesta davanti a Montecitorio. Intanto a Perugia la protesta potrebbe proseguire sempre alla mensa di via Pascoli. Fino a sera, ieri, è continuato il volantinaggio. Intanto nel collegio di via Innamorati si è discusso delle ragioni della mobilitazione. In particolare, della conferma da parte del presidente dell’Adisu, Maurizio Oliviero, che non arriveranno i soldi della seconda rata delle borse di studio dello scorso anno, oltre al taglio del 60% delle corse di quest’anno.
Sul tetto Sul tetto, ormai simbolo dell’Italia che non ci sta, ieri a protestare non erano solo i ricercatori, ma anche precari e studenti che rischiano di perdere la borsa di studio per i tagli al diritto allo studio. «A Perugia – dicono i ragazzi che protestano – sta accadendo esattamente cosa accade in tutta Italia. Tutti gli universitari e i precari dell’università sono preoccupati per il loro futuro. Questo lede i nostri diritti fondamentali». Uno studente all’ultimo anno d’Università, racconta che rischia di non laurearsi perché «con molta probabilità» ha sottolineato, non gli verrà erogata la borsa di studio che invece ha avuto negli anni scorsi e che lo ha aiutato a vivere e studiare in un’altra città.
La solidarietà dei politici Il consigliere regionale del Partito democratico Andrea Smacchi manifesta vicinanza a studenti e ricercatori: «I tagli agli Atenei sono un tentativo intollerabile di smantellare l’università che troverà la mia più intransigente contrarietà». Per Oliviero Dottorini (Idv) «la supponenza della Gelmini che non intende ritirare il provvedimento sull’Università non fa altro che gettare benzina sul fuoco di una tensione sociale che rischia di raggiungere livelli davvero preoccupanti».
Sul tetto anche il segretario del Pd Anche il segretario regionale del Pd, Lamberto Bottini, è salito sul tetto della mensa universitaria di Perugia. Bottini si è fermato circa tre quarti d’ora con i manifestanti per esprimere – ha spiegato «vicinanza e la condivisione della loro protesta». Sul tetto, nel pomeriggio – hanno riferito i ragazzi – anche esponenti umbri di Rifondazione. In serata, intorno alle 19, i manifestanti sono poi scesi dal tetto ma a partire dalle 21 si svolgeranno, come detto, assemblee nei diversi Collegi universitari per programmare le azioni da attuare nei prossimi giorni. Una delegazione dei «Ricercatori indisponibili» di Perugia si recherà inoltre domani al presidio davanti a Montecitorio, a Roma. I manifestanti hanno riferito che, a rotazione, hanno partecipato oggi alla protesta «almeno 250 persone, tra ricercatori, studenti e docenti».

