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©Fabrizio Troccoli Credit: Fabrizio Troccoli

All’indomani del tonfo elettorale della destra-centro in Sardegna, dove di fatto Fratelli d’Italia ha bissato la sciagurata esperienza politica di Terni, Meloni, insieme all’intera coalizione, ha ricandidato Tesei per evitare il “non c’è due senza tre”. Il primo duro colpo contro la maggioranza di governo partì proprio nella città delle Acciaierie. Per eccesso di fiducia in se stessi, i meloniani cacciarono senza troppi complimenti il sindaco uscente, il leghista  Leonardo Latini, per imporre il proprio candidato, Orlando Masselli. Ed è così che la spuntò Stefano Bandeccchi.

Negli uffici romani del destra-centro è stata questa la tesi a prevalere: lasciamo a Salvini l’Umbria così almeno si accontenta e la smette di creare problemi. E certamente nessuno si straccerà le vesti per la conferma della presidente leghista, anche se i piani del duo perugino di FdI, Prisco-Squarta, erano altri: accantonare Tesei e candidare Andrea Romizi. 

Ma il disastroso risultato di Truzzu in Sardegna (perdere con un centro sinistra spaccato) ha scombinato tutti i loro piani, ed ora … Continua a leggere