di C.F.
Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha promulgato la legge di conversione del decreto terremoto, ma nella lettera al premier Giuseppe Conte ha sollevato «forti perplessità» e chiesto al governo «un intervento normativo idoneo a ricondurre a maggiore efficacia, in tempi necessariamente brevi, la disciplina». Nel mirino di Mattarella sono finiti principalmente l’articolo 7 della legge che riguarda gli interventi eseguiti «per immediate esigenze abitative», ossia la norma introdotta per i casi come quelli di Nonna Peppina, la 95 sfrattata dalla casetta di legno che aveva sistemato in un terreno di proprietà a Fiastra, dopo che il terremoto le ha distrutto casa sua.
Decreto terremoto, Mattarella «forti perplessità» Quella casetta per la legge è un abuso edilizio e come tale va perseguito. Per cercare il rimedio promesso, il decreto terremoto prevede «l’inapplicabilità delle sanzioni penali di cui all’articolo 181 del codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. n. 42 del 2004), limitatamente al periodo di emergenza e comunque fino al novantesimo giorno dall’emanazione dell’ordinanza di agibilità dell’edificio distrutto o danneggiato». Sul punto il presidente della Repubblica rileva profili di criticità, evidenziando come la disposizione «stabilisce una inedita sospensione della punibilità, testualmente riferita solo alle sanzioni penali di cui all’art. 181 d.lgs. n. 42 del 2004, mentre nulla si prevede in riferimento ad altre fattispecie (in materia di edilizia, urbanistica e tutela di aree protette) che sovente ricorrono nelle ipotesi di realizzazione di opere in assenza delle prescritte autorizzazioni in zone soggette a vincoli. Pertanto, la ratio dell’intervento, volta a consentire l’utilizzo temporaneo di tali manufatti, potrebbe essere vanificata dalla possibile configurabilità di altre responsabilità penali non precluse da questa norma». In altre parole, le procure potrebbero contestare violazione differenti a quelle indicate e la norma che salva Nonna Peppina non sarebbe efficace.
Rischio utilizzo perpetuo degli abusi Non solo. Il decreto terremoto per le casette sistemate nei terreni di proprietà prevede «l’obbligo di demolire o rimuovere, nonché di ripristinare lo stato dei luoghi, entro novanta giorni dall’emanazione dell’ordinanza di agibilità dell’immobile distrutto o danneggiato» e quindi ricostruito. Qui il Capo dello Stato rileva che «la opportuna limitazione temporale dell’inapplicabilità delle sanzioni prevede quale termine finale il ‘novantesimo giorno dall’emanazione dell’ordinanza di agibilità dell’edificio distrutto o danneggiato’. Tale evento, tuttavia, potrebbe non verificarsi mai, come ad esempio nel caso di assegnazione di una diversa soluzione abitativa rispetto a quella originaria, determinando, di fatto, la protrazione della inapplicabilità sine die e il conseguente utilizzo perpetuo dell’immobile ‘abusivo’, che diverrebbe, in tal modo, una seconda abitazione. La disciplina andrebbe quindi opportunamente rivista al fine di escludere le conseguenze prima esposte».
Sequestri inefficaci Quindi i dubbi sull’inefficacia dei sequestri preventivi, stabilita nel decreto, disposizione che Mattarella definisce «asistematica e lesiva della intangibilità ex lege dei provvedimenti giudiziari, sottraendo alla magistratura la esclusiva competenza a valutare i presupposti per il permanere delle misure di sequestro. Peraltro, la norma contempla il solo sequestro preventivo, non prendendo in considerazione quello probatorio, che ben può essere disposto in caso di attività edilizia svolta in assenza delle necessarie autorizzazioni. Tanto Le rappresento – scrive Mattarella a Conte – rimettendo alla valutazione del governo l’individuazione dei modi e delle forme di un intervento normativo idoneo a ricondurre a maggiore efficacia, in tempi necessariamente brevi, la disciplina in questione».
@chilodice
