È stato istituito giovedì l’Osservatorio interdistrettuale sul caporalato e sugli infortuni sul lavoro, nato dall’accordo tra i procuratori generali di Perugia, Sergio Sottani, e di Ancona, Roberto Rossi, con l’obiettivo di rafforzare la risposta giudiziaria e istituzionale a un fenomeno che colpisce duramente Umbria e Marche.
Lavoro nero La decisione arriva in un contesto caratterizzato da episodi di sfruttamento e lavoro irregolare che, solo in Umbria, interessano secondo le stime della Cgia di Mestre circa 41.700 persone impiegate “in nero”, pari a un tasso di irregolarità dell’11,4 per cento Un dato che riguarda soprattutto settori come il lavoro domestico, l’agricoltura e l’edilizia, ambiti nei quali lo sfruttamento si intreccia spesso con gravi carenze di sicurezza.
Momento significativo La firma dell’accordo è stata definita dalle Procure in una nota «un momento significativo per i territori coinvolti» perché il caporalato non è soltanto una violazione di legge, ma «un sistema che alimenta insicurezza, precarietà e violazioni sistematiche dei diritti fondamentali dei lavoratori». A questa emergenza si aggiunge la preoccupazione crescente per gli infortuni, troppo spesso legati alla mancanza di formazione e protezione.
I compiti L’Osservatorio avrà il compito di raccogliere e condividere dati, elaborare statistiche, diffondere buone pratiche e protocolli investigativi, favorendo la collaborazione tra uffici giudiziari, prefetture, ispettorati, aziende sanitarie, università e associazioni di categoria. È prevista una riunione ogni sei mesi, al termine della quale sarà redatto un documento congiunto da inviare agli organi nazionali della giustizia.
Dignità e legalità Secondo i promotori, l’iniziativa rappresenta «uno strumento volto a restituire dignità, legalità e sicurezza a tutti i lavoratori, riaffermando il ruolo della giustizia come presidio di tutela dei diritti fondamentali». L’accordo verrà presentato venerdì a Foligno, nel corso di un incontro formativo dedicato al tema «Lavoro precario e caporalato», promosso dagli Ordini degli avvocati di Spoleto e Macerata insieme alla Scuola superiore della magistratura e alla Fondazione forense maceratese.
