Un momento della conferenza stampa

Si terrà a Perugia dal 29 ottobre al 1 novembre la prima edizione di «Ricreazione: pratiche di scuola pubblica, democratica e coraggiosa», festival promosso dall’assessorato all’Istruzione e alla Formazione della Regione. Per quattro giorni il centro della città ospiterà incontri, laboratori, tavole rotonde, assemblee, letture e momenti di confronto dedicati alla scuola, con insegnanti, studenti, educatori, famiglie, ricercatori e operatori culturali.

L’istruzione al centro L’obiettivo dell’iniziativa è riportare l’istruzione al centro del dibattito pubblico, partendo dalle esperienze di chi la scuola la vive quotidianamente. «Sul futuro della scuola – ha detto giovedì nel corso della conferenza stampa di presentazione l’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli – serve un dibattito molto più ampio di quello che stiamo ascoltando in questi ultimi anni. Il dibattito che c’è a livello nazionale, il burqa, il sette in condotta, il metal detector, è un dibattito svilente». Secondo Barcaioli, l’attenzione dovrebbe concentrarsi anche sui problemi strutturali del sistema scolastico, dalla riduzione degli organici alla carenza di docenti, fino al precariato e alla diminuzione del personale Ata.

Collaborazione Il festival nasce dalla collaborazione tra Regione, Comune di Perugia, Camera di Commercio dell’Umbria e Sviluppumbria, con il sostegno della Fondazione Erickson. Alla presentazione sono intervenuti, oltre a Barcaioli, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, la professoressa associata di Didattica e Pedagogia Speciale dell’Università degli Studi di Perugia Moira Sannipoli, il presidente della Fondazione Scuola e Ricerca e co-fondatore del Centro Studi Erickson Dario Ianes, in collegamento video, e Christian Raimo, insegnante, giornalista e scrittore, anche lui collegato da remoto.

La sindaca e Raimo Per Ferdinandi il progetto si inserisce nella tradizione culturale della città. «Il fatto che oggi siano seduti allo stesso tavolo Comune, Regione e Università – ha osservato – dice molto del lavoro che dobbiamo fare insieme. A Perugia, del resto, Aldo Capitini ci ha insegnato a pensare la politica anche come pedagogia, nella convinzione che la riflessione collettiva sia lo strumento attraverso il quale una comunità può tornare a interrogarsi e ripensare le questioni fondamentali». Raimo, direttore artistico della manifestazione, ha descritto Ricreazione come un appuntamento rivolto non soltanto agli addetti ai lavori: «Questo festival non sarà solo la messa in rete di pratiche e pensieri sulla scuola democratica, ma sarà un magnete che attirerà tutte le persone che hanno a cuore l’educazione sia a scuola che fuori dalla scuola: bambine e bambini, educatrici e educatori, famiglie e studenti».

I temi Il programma affronta diversi temi legati alla vita scolastica: dalla formazione degli insegnanti alla valutazione, dall’inclusione al contrasto delle disuguaglianze, dalle pluriclassi al tempo integrato, dalle comunità educanti all’ampliamento dell’obbligo scolastico. Sono previsti inoltre appuntamenti sull’intelligenza artificiale e sul mondo digitale, oltre a momenti dedicati al rapporto tra scuola, quartieri e città e al ruolo dell’istruzione davanti ai cambiamenti sociali e ambientali.

Il programma L’apertura, il 29 ottobre alla Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, sarà affidata agli studenti. Dalle 10.30 alle 12.30 ragazze e ragazzi porteranno domande, desideri e critiche, con la partecipazione, tra gli altri, di Roberto Contu e Christian Raimo e i saluti della presidente della Regione Stefania Proietti e di Barcaioli. Nel pomeriggio si parlerà invece di educazione alla pace e nonviolenza, anche alla luce della tradizione di Perugia legata ad Aldo Capitini e alla marcia per la pace. Venerdì 30 ottobre sarà affrontato il ruolo dell’educatore e dell’educatrice scolastica. L’incontro «Un nuovo ruolo dell’educativa scolastica: dalla serie C alla figura di sistema» metterà a confronto Contu, Dario Ianes e Benedetta Zagni sulla proposta di riconoscere l’educativa scolastica come una componente stabile del sistema, superando precarietà e marginalità.

L’assemblea Sabato 31 ottobre l’attenzione si sposterà sul sistema integrato 0-6, con un confronto tra Edoardo Mantelli, Claudia Ricci, Moira Sannipoli e Samantha Bonucci. In serata, alla Sala dei Notari, un’assemblea aperta affronterà inclusione e democrazia, con particolare attenzione a disabilità, plurilinguismo, povertà educativa e diritti. La giornata si chiuderà con Ascanio Celestini e le letture di «Storie di scuola», in programma alle 21.30.

La chiusura Domenica 1 novembre il festival affronterà anche il modo in cui la scuola viene raccontata dai media, con giornalisti di alcune delle principali testate nazionali. Seguirà un confronto sulla crisi climatica e sul ruolo della scuola di fronte al cambiamento ambientale, con la partecipazione in collegamento di Giorgio Parisi, fisico teorico e premio Nobel per la fisica nel 2021. A chiudere la manifestazione sarà l’incontro «La scuola fuori dalla scuola», dedicato ai luoghi e agli strumenti attraverso i quali ragazze e ragazzi fanno esperienza della società oltre le aule. Parteciperanno Vera Gheno, Rahma Nur, Stefania Auci e Mila Spicola. Per tutta la durata del festival saranno inoltre organizzati laboratori e attività per i più piccoli, con una libreria temporanea alla Loggia dei Lanari, un’area di giochi in legno in piazza IV Novembre e una mostra di materiale scolastico d’epoca in via Oberdan. L’intenzione degli organizzatori è fare del centro storico di Perugia, per quattro giorni, uno spazio pubblico dedicato alla discussione sul presente e sul futuro della scuola.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.