«Riscrivete l’economia pensando a noi». Questo il messaggio che i ragazzi dell’Istituto Serafico di Assisi lanciano con la pièce teatrale Il Sogno che porteranno in scena domenica 15 settembre nell’ambito della manifestazione Cortile di Francesco. Un impegno, quello dei ragazzi del Serafico di Assisi, che è anche una sfida per immaginare un mondo migliore e un’economia inclusiva alla portata di tutti. Lo spettacolo è indirizzato ai grandi del G7 che coi ministri che si occupano di inclusione e disabilità andrà in scena proprio ad Assisi dal 14 al 16 ottobre.
Il Sogno racconta la storia di Libero, un esperto di finanza intento a lavorare su un grande progetto per un suo superiore. Le sue certezze e la sua visione del mondo vengono tuttavia messe in discussione quando il capo invia due misteriosi dipendenti per dargli supporto: confrontandosi con loro Libero inizierà un viaggio onirico tra la sua realtà quotidiana e i temi globali legati alla natura, alla guerra, all’equilibrio indispensabile del Creato, diventando consapevole del peso di ogni singolo gesto, anche il più apparentemente insignificante, finché la risposta al più classico degli interrogativi – «e io cosa ci guadagno?» – apparirà sempre meno scontata. Nata dal laboratorio di teatro e musica del Serafico, che è coordinato dagli educatori Francesco Tufo e Fabrizio Benincampi, la pièce è un richiamo diretto ai principali governi del mondo «affinché si impegnino nella costruzione di un’economia che non lasci indietro nessuno, rispecchiando in pieno l’obiettivo del G7 di garantire l’accesso equo alle cure e alla partecipazione sociale per tutti».
I ragazzi del Serafico vogliono così parlare ai grandi dell’economia, compiendo un’opera di sensibilizzazione sui temi che saranno al centro del G7 su inclusione. L’occasione ha spinto l’istituto guidato da Francesca Di Maolo a ribadire «l’urgenza di costruire una società più equa in cui ogni individuo, indipendentemente dalle proprie condizioni di disabilità, abbia il diritto di partecipare pienamente alla vita civile, sociale e politica. Diversità: dallo stigma alla cura è anche il tema al centro del dibattito tra Di Maolo e il ministro italiano per le disabilità Alessandra Locatelli, atteso sempre domenica 15 settembre alle 18.30 negli spazi della Sala Stampa del Sacro Convento.
Il sogno «incarna il messaggio che vogliamo trasmettere e cioè quello di dare voce ai più fragili, una voce che parla non solo a noi, ma anche di noi, ricordandoci che la fragilità è una condizione comune, condivisa da ogni essere umano e dalla nostra stessa società», ha spiegato Di Maolo, secondo cui «prendersi cura dei più fragili non significa solo rispondere ai loro bisogni, ma vuol dire soprattutto saper ascoltare, dare spazio alla loro voce e riflettere su come questa voce ci parli del futuro comune; lo stesso futuro che è il ‘guadagno’ di Libero il protagonista del nostro spettacolo, e che è preziosissimo».
