di Daniele Bovi
Lo stile è pacato ed ecumenico, la sostanza politica è dura: niente congresso straordinario e niente primarie, bensì un «gruppo di lavoro» aperto e una sorta di Direzione che, insieme al commissario, guideranno il Pd umbro verso le regionali d’autunno e che, intorno alla fine di luglio, individueranno le candidature. Sabato mattina a Perugia Walter Verini ha spiegato quali saranno le tappe che porteranno al voto – confermando le indiscrezioni emerse dopo i ballottaggi – e presentato i 16 membri di quella che è una sorta di segreteria; la vecchia infatti è commissariata come tutti gli altri organi del partito, compresa quell’assemblea regionale che nell’ormai famosa lettera i 104 (i quali sostengono invece che sia perfettamente operativa) hanno chiesto di convocare al più presto. «Il Pd – ha detto Verini in apertura – è un partito che nonostante le sconfitte pesanti è a testa alta, ma questa testa collettiva va girata verso la società; basta guardarsi l’ombelico, basta rissose riunioni di condominio e basta liti. Faccio un appello accorato: chi vuole litigare lo faccia fuori dal Pd».
LA LETTERA E LA BATTAGLIA PER LE CANDIDATURE
OLTRE IL 60% DEGLI UMBRI GOVERNATO DAL CENTRODESTRA
Organi decaduti Verini spiega poi che «qui c’è un commissario e tutti gli organi sono decaduti, ma il commissario non sa e non vuole lavorare da solo. Non deciderò in solitaria ma non sarò neppure un notaio: serve – ha detto – un percorso che coinvolga tutte le sensibilità interne e chi sta fuori, all’insegna della discontinuità e del rinnovamento; e questo non rispetto a quanto successo negli ultimi mesi, dato che già in precedenza c’erano i segni della crisi, compresa la perdita di tante importanti città». Presentando la squadra (tutti i nomi in fondo all’articolo, rappresentativi delle diverse aree), Verini precisa che nessuno, lui compreso, si candiderà a nulla e che si tratta di un organismo «aperto, perché in questa fase è importante che arrivino persone a proporre idee, non se stesse». Ma sono proprio le candidature, con la prospettiva di una sconfitta e di non più di 3 o 4 posti a disposizione, la questione al centro della disputa su chi deve guidare la macchina dem verso il voto; una battaglia che rischia di infiammare l’estate. La prossima mossa, al di là di un’assemblea dei segretari di circolo prevista per sabato prossimo, riguarderà l’insediamento di quella che «in regime ordinario si chiamerebbe Direzione»; dentro ci saranno sindaci, segretari, alcuni membri della Direzione (Verini cita i nomi di due prof come Luca Ferrucci e Luca Gammaitoni).
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Le tappe Nel complesso alcune decine di persone che «con il commissario guideranno tutti i passaggi da qui alle regionali; decideremo insieme perché non esistono decisioni valide se calate dall’alto e in modo tradizionale, tra correnti e capi bastone. Questo non si può più fare perché ci ha portato al disastro». Per un mese, cioè fino a metà luglio, Verini vuole impegnare il partito in una operazione di ascolto e incontro della società regionale, in generale di «tutti coloro che rappresentano bisogni, realtà e temi che il Pd non può ignorare». Intorno al 20 di luglio l’obiettivo è poi quello di dare vita a una due giorni programmatica, «un momento di sintesi dove il Pd dell’Umbria definisca dieci idee forti sulle quali chiedere e costruire un’alleanza programmatica con le forze politiche e con quella della società». L’importante è che questa alleanza porti a un «centrosinistra che non sia una sommatoria di sigle. Abbiamo carte importanti da giocare e non siamo rassegnati al fatto che la regione sia destinata al centrodestra».
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Vecchi e nuovi Per la fine di luglio dunque il Pd dovrebbe individuare i nomi su cui puntare, ma solo dopo questo percorso perché, latineggia Verini, «nomina sunt consequentia rerum. Criteri, leadership e liste le decideremo insieme ma di certo non si può partire dai nomi e quelli girati fino a ora hanno la stessa possibilità di candidarsi presidente che ho io di sfidare Trump. Bisogna ritrovare credibilità in primis per le cose che pensiamo». Quanto al rinnovamento, il commissario risponde ai giornalisti che «non mi interessano facce nuove che facciano errori vecchi, ma chi fa cose nuove. Le neo-rottamazioni devono rottamare difetti, vizi e comportamenti sbagliati; i nomi sono la conseguenza delle cose». Sollecitato dai giornalisti Verini risponde anche sulla convention nazionale del duo Ascani-Giachetti, in programma fino a domenica ad Assisi: «Una riunione di corrente. Tutto bene – dice – dove si discute di idee e politica ma io le discussioni le farei nel Pd, senza intercapedini e luoghi dove io mi vedo coi “miei”». Parole a cui nel pomeriggio Giachetti ha ribattuto a muso duro: «A volte è meglio tacere». Di seguito i nomi dei 16 membri del gruppo di lavoro.
Paolo Baiardini
Claudia Bastianelli
Daniele Benedetti
Christian Biagini
Ramona Furiani
Daniele Gentili
Francesco Giacopetti
Marko Hromis
Mattia Nannurelli
Cristina Papa
Andrea Pensi
Carlo Rossini
Marina Sorci
Pierluigi Spinelli
Mohan Testi
Francesca Vagniluca
