La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti interviene – attraverso una nota stampa – riguardo la riunione convocata «unilateralmente» dal sindaco di Terni Stefano Bandecchi per giovedì 9 aprile sull’Accordo di programma per la realizzazione del nuovo ospedale. La Regione sostiene che sia una convocazione che va oltre le prerogative dell’amministrazione comunale e il Comune controbatte spiegando che non si tratta di una «conferenza dei servizi», bensì di una «conferenza propedeutica all’accordo di programma» e quindi può convocarla anche Bandecchi perché, oltre il presidente della Regione, anche «il presidente della provincia o il sindaco possano promuovere la conclusione di un accordo di programma» (richiamando l’art. 34 del Tuel).

Lo scontro tra Proietti e Bandecchi continua a infuocarsi: la presidente chiarisce che «la programmazione, la localizzazione e la realizzazione di strutture ospedaliere, oltre che la normativa di settore, rientrano nella sfera esclusiva della Regione e delle aziende del servizio sanitario con conseguente titolarità regionale dell’iniziativa e della conduzione del relativo procedimento». Il Comune però risponde sostenendo che «è sbagliato sostenere che la competenza in merito alla localizzazione del nosocomio sia della Regione». Intanto, la Proietti riconosce all’amministrazione il coinvolgimento negli aspetti urbanistici, edilizi e infrastrutturali legati a un’opera pubblica, «ma questo non si traduce nel potere di indire autonomamente l’attivazione di un tavolo finalizzato a un accordo di programma». Si mostra comunque disponibile al dialogo e propone un incontro politico per il prossimo 5 maggio nella sede dell’assessorato alla Sanità, alla presenza della direzione sanitaria e dei tecnici regionali della programmazione.

Ma la data del 5 maggio coincide con quella che Bandecchi definisce la seconda convocazione di quella conferenza propedeutica che definisce ufficialmente aperta nonostante l’assenza di Regione e Usl. Erano presenti, oltre all’assessore ai Lavori Pubblici Sergio Annibaldi, i tecnici del Comune nelle figure del capo di gabinetto Aldo Bernocco, del direttore generale Claudio Carbone e del dirigente ai Lavori Pubblici Piero Giorgini, il direttore generale dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni Andrea Casciari (col benestare della governatrice, solo in qualità di uditore) con il suo staff: il direttore amministrativo Doriana Sarnari, l’ingegnere civile Gianni Fabrizi e il funzionario amministrativo Vanessa Petrongari.

L’accordo – secondo quanto ritiene Bandecchi – punterà a fare in modo che il Comune, diventando stazione appaltante, possa costruire il nuovo ospedale dopo aver scelto l’ubicazione, per tutelare il diritto alla salute dei 245mila cittadini di questa provincia, che tra l’altro pagano una grande quantità di tasse, soldi che possono essere destinati all’ospedale. Ad oggi sono stati spesi oltre 60 milioni sul vecchio ospedale e c’è ancora la parte principale della struttura che rimane fortemente deficitaria. Mi chiedo quale sia il senso. Da adesso in avanti cercheremo di sapere, attraverso questo accordo, quali sono le iniziative che la Regione prenderà da domani, perché siamo davanti al rischio concreto di creare un nuovo ospedale senza usare le strutture appena realizzate, costate 60 milioni.
Sottolineo ancora una volta che non si sta facendo niente per realizzare il nuovo ospedale e che la supercazzola della società che si è occupata dello studio per la localizzazione è un niente cosmico, perché quello studio è fatto al di fuori delle procedure, anche se fatto con denaro pubblico.

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