venerdì 22 novembre - Aggiornato alle 03:18

Pd, in 104 chiedono a Verini assemblea e congresso. Sullo sfondo la battaglia per le regionali

Il documento, firmato più che altro da marinian-bocciani, è arrivato ieri sulla scrivania del commissario

©Fabrizio Troccoli

di Daniele Bovi

In tutto sono 104 su 250, più che altro marinian-bocciani anche se non mancano rappresentanti dell’area che fa capo ad Anna Ascani. Dopo giorni di lavorio e raccolta di disponibilità, mercoledì è stata messa sulla scrivania del commissario del Pd umbro Walter Verini la breve lettera con cui 104 membri dell’assemblea regionale dem, frutto dell’ultimo congresso che ha eletto a dicembre Gianpiero Bocci, chiedono la convocazione dell’assemblea stessa e, soprattutto un congresso straordinario. La maggioranza marinian-bocciana poteva contare su circa 180 membri e la lettera è il frutto di settimane di tensioni dentro il partito, scoppiate dopo l’inchiesta che ha decapitato il Pd regionale e dopo la fine traumatica della legislatura a Palazzo Cesaroni, con tanto di accuse incrociate.

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Le regionali Ma non solo. Oltre a rapporti politici e in certi casi umani ormai al capolinea, sullo sfondo c’è la partita per la guida del Pd e quella delle candidature alle regionali; e con la prospettiva di una sconfitta e di un massimo di 3-4 posti in consiglio, il rischio di una tonnara durante i mesi estivi è altissimo. Quanti degli uscenti ce la faranno? Ci sarà un azzeramento totale come chiede Ascani? Come si arriverà alla scelta delle figure, dal candidato presidente in giù? E chi deciderà? La frattura, mettendo in fila parole e fatti, e evidente. Da una parte c’è Verini che ha in mente un percorso che non prevede primarie bensì settimane di ascolto della società con il coinvolgimento di membri della Direzione, dei Dipartimenti dem e non solo, la convocazione di un momento programmatico e poi, all’incirca entro fine luglio, l’individuazione del candidato o della candidata presidente.

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La lettera Dall’altra ci sono i firmatari del documento che chiedono subito l’assemblea e poi il congresso, dal quale dovrebbe uscire il gruppo deputato a gestire la partita delle regionali e non solo. «Caro commissario», iniziano i sottoscrittori del documento, «le ultime vicende politiche regionali rappresentano per tutti noi un elemento di estrema gravità e preoccupazione di fronte al quale non è più possibile mantenere una direzione politica del partito straordinaria e precaria. Abbiamo di fronte a noi settimane e mesi di particolare impegno politico ed elettorale rispetto ai quali occorrono dei nuovi organismi dirigenti democraticamente eletti e quindi in grado di avviare tempestivamente una nuova fase nella vita del Pd in Umbria».

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Commissariamento I 104 parlano della necessità, viste le elezioni anticipate (forse anche politiche, chissà), di «rinnovare e ricostruire l’identità, il programma e la classe dirigente del Pd in particolare in Umbria per tornare ad essere competitivi». E per essere competitivi servirà un centrosinistra largo dove, intorno al Pd, ci siano tutte quelle componenti sociali e civiche che non solo non vogliono disperdere un consistente patrimonio ultradecennale di governo, ma possono esprimere nuovi progetti di crescita e sviluppo della regione». E mentre il provinciale di Perugia ha convocato un’assemblea per il 21 giugno, in molti si chiedono se quella regionale sia un organo ancora in piedi o no: Zingaretti subito dopo gli arresti ha commissariato l’intero partito, quindi sia gli organi assembleari che quelli esecutivi i quali, stando allo statuto, entro un anno devono essere tutti rinnovati.

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Gruppo di lavoro Nel frattempo Verini, chiamato nei prossimi giorni a prendere una posizione su questo documento, sta pensando alla creazione di una squadra per affiancarlo. Nomi e ruoli al momento non ci sono ma lo schema dovrebbe essere quello di una sorta di esecutivo ristretto, di un gruppo di lavoro commissariale per portare avanti il lavoro nelle prossime settimane: con chi e come si arriverà alle regionali d’autunno saranno infatti due elementi cruciali per i destini futuri del partito.

Twitter @DanieleBovi

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