La mappa politica dell'Umbria

di Daniele Bovi

Nel giro di un anno da 23 Comuni a 36, dove complessivamente vive oltre il 60 percento della popolazione umbra. Il salto del centrodestra a trazione leghista in Umbria sta anche in questi due numeri che raccontano come è cambiata la mappa politica della regione. Nel giugno di un anno fa, quando il centrodestra strappò Umbertide e Todi agli avversari, il centrosinistra governava in 65 Comuni e il centrodestra in 23 (4 le giunte più propriamente civiche); oggi Pd e soci sono scesi a 52 ma se si guarda al numero degli abitanti la proporzione cambia: il centrodestra oggi è al comando in Comuni dove vivono 556 mila umbri, cioè il 62% della popolazione.

LA MAPPA POLITICA DELL’UMBRIA 

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I numeri A fare la parte del leone ovviamente sono i due capoluoghi di Provincia oltre a Foligno, da poche ore passata alla Lega, e Spoleto, ma non solo; delle cinque città più popolose dell’Umbria ormai solo una (Città di Castello, dove si voterà nel 2021 e dove la Lega alle europee ha toccato li 48%) è in mano al centrosinistra, mentre se si allarga lo sguardo alle prime 20 il centrodestra è al governo in 11. Una coalizione diversa rispetto a quella degli anni scorsi, dove a fare da traino è la Lega. Anche i ballottaggi di domenica dunque confermano un trend chiaro ormai da anni: il centrodestra umbro tornata dopo tornata conquista le più grandi e importanti città della regione, mentre il centrosinistra tende a confermarsi (e neanche sempre, visti gli sfondamenti in realtà come Tuoro, Citerna, Giano, Gualdo Cattaneo e non solo) in quelli medio-piccoli. Certamente, un elemento su cui riflettere.

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RISULTATI E COMMENTI

La geografia politica A livello geografico la nuova mappa politica della regione mostra come ormai il centrodestra governi la quasi totalità della fascia centrale dell’Umbria, dall’Alto Tevere (Umbertide) a Perugia, dall’intera Media valle del Tevere fino a Spoleto, Terni e Amelia. Il centrosinistra, con le sue diverse declinazioni, resiste lungo la fascia appenninica, dove si conferma nei due Comuni più grandi e importanti (Gubbio e Gualdo Tadino), così come nella zona del Trasimeno, in cui se si esclude il caso di Tuoro Pd e soci hanno difeso tutte le loro postazioni, eleggendo in molti casi sindaci intorno ai 40 anni. E chissà se e come questa nuova geografia politica influenzerà la corsa verso le regionali anticipate d’autunno, alla quale per il centrodestra potrebbero iscriversi il perugino Marco Squarta o la senatrice Donatella Tesei, ex sindaco di Montefalco che, in caso di vittoria, diverrebbe la terza presidente donna di fila proveniente dall’area tra il Folignate e il Tuderte.

Twitter @DanieleBovi

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