venerdì 21 giugno - Aggiornato alle 01:40

Zuccarini vola al ballottaggio ed è sindaco di Foligno: «Pagina storica, ora pensiamo alla giunta»

Al secondo turno distanza più marcata con Pizzoni, che non cresce. Cesaro e Meloni con un piede nell’esecutivo, ecco il nuovo consiglio comunale

Zuccarini festeggia l'elezione a sindaco in piazza (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

«La nostra vittoria è una pagina storica per la città e per l’Umbria». Sono le parole che ha ripetuto più e più volte il neo sindaco di Foligno Stefano Zuccarini dopo aver sfondato la linea Maginot del centrosinistra umbro e issato sul torrino la bandiera verde della Lega, suo partito e primo azionista della nuova maggioranza composta anche da Fratelli d’Italia, Forza Italia e la lista civica Più in alto. Con un’affluenza al ballottaggio del 61 per cento, l’avvocato leghista si è imposto col 56 per cento e 3.212 voti di scarto sul candidato del centrosinistra Luciano Pizzoni, con Zuccarini che tra il primo e il secondo turno è cresciuto molto di più del manager di Umbra Group, che si è limitato a difendere le preferenze già prese al primo turno. Troppo poco e a mezzanotte in piazza della Repubblica il centrodestra ha brindato alla vittoria.

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«Pagina storica» A spoglio ancora in corso, quando tra Zuccarini e Pizzoni c’erano già 1.600 voti di distanza, il neo sindaco è uscito dal comitato elettorale alzando le braccia al cielo e innescando la festa a due passi dal Comune. Tra baci e selfie, bottiglie di spumate e bandiere, sono arrivate le prime parole del neo sindaco: «Sicuramente scriviamo una pagina storica, ma questo è un risultato di squadra, figlio di un lavoro di coalizione straordinario. Senza di loro – dice Zuccarini – non avrei mai raggiunto questa bellissima vittoria, che segna la liberazione di Foligno dopo 73 anni di governo di centrosinistra. La parte finale di questa campagna elettorale – ha poi detto Zuccarini – mi ha molto amareggiato, perché è stata giocata in maniera sporca dal centrosinistra e non me l’aspettavo».

Giunta comunale Ora, però, c’è da formare la prima squadra di amministratori del centrodestra della terza città dell’Umbria. Ad avere già un piede in giunta sono Riccardo Meloni di Forza Italia e Marco Cesaro di Fratelli d’Italia, ossia coloro che ambivano a correre per la fascia da sindaco ma hanno fatto un passo indietro per far largo a Zuccarini, che la vittoria l’ha centrata: «Ora – dice il neo sindaco – ci prendiamo qualche giorno di riflessione e valutazione per fare la giunta, che sarà un percorso condiviso con tutte le forze politiche che hanno già dimostrato grande responsabilità».

TUTTE LE PREFERENZE

Zuccarini vola al ballottaggio La vittoria di Zuccarini è resa netta anche dall’impennata di preferenze registrata al secondo turno. Il neo sindaco, infatti, è passato dai circa 13.500 voti incassati il 26 maggio agli oltre 15 mila contati domenica notte a fine scrutinio, ossia intorno alle 1.30, quando la festa del centrodestra in piazza della Repubblica era già esplosa da più di un’ora. La distanza marcata al primo turno su Pizzoni si è infatti sensibilmente allungata, salendo dai quasi 2mila voti di differenza del 26 maggio agli oltre 3.200 del ballottaggio: è quindi quasi esclusivamente il neo sindaco ad aver beneficiato “dell’elevata affluenza” registrata domenica ai seggi, dove ha votato il 61 per cento dei folignati, molti di più di quelli che tornarono alle urne per il secondo turno del 2014 tra Mismetti e Filipponi, quando l’affluenza si fermo al 44,5 per cento, mentre il 26 maggio scorso si era presentato ai seggi il 70 per cento. Non cresce, invece, Pizzoni del centrosinistra che con le ultime due settimane di campagna elettorale non è riuscito a superare lo scoglio dei 12 mila voti, fermandosi a circa 11.800, appena 200 in più di quelli che già lo avevano scelto al primo turno. Troppo poco per difendere la linea Maginot del centrosinistra umbro e dal torrino sventola la bandiera della Lega.

Nuovo consiglio comunale Ora arriverà la proclamazione di Zuccarini neo sindaco di Foligno e poi, oltre ai decreti di nomina per gli assessori, l’insediamento del consiglio comunale. In base alle preferenze raccolte dai candidati il 26 maggio scorso e al netto di probabili nomine di giunta, la composizione della massima assemblea cittadina segna l’invasione della Lega tra i banchi dell’aula, dove si accomoderanno dieci consiglieri del Carroccio: Decio Barili, Riccardo Polli, Michela Giuliani, Agostino Cetorelli, Domenico Lini, Federica Bagatti, Paolo Ernesto Arcangeli, Michele Bortoletti, Paolo Galli e Caterina Lucangeli (Lega); Marco Cesaro e Giuseppe Galligari (Fd’i); Riccardo Meloni e Ivano Ceccucci (Fi); Lorenzo Schiarea (civica). Dall’altro della barricata si accomoda il centrosinistra con Pizzoni più quattro consiglieri in quota Partito democratico e uno ciascuno per gli alleati di Patto per Foligno e Foligno 2030. Così l’opposizione Pizzoni, Elia Sigismondi, Rita Barbetti e Claudia Minelli e Giovanni Patriarchi (Pd); Francesco Silvestri e Mario Gammarota per le due civiche; più il candidato sindaco David Fantauzzi e Rosangela Marotta.

@chilodice

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