martedì 7 aprile - Aggiornato alle 19:26

Coronavirus, Confindustria contro la Regione: «Avete tolto risorse strategiche alle imprese»

L’associazione critica duramente la rimodulazione dei fondi europei fatta dalla giunta: «Strada sbagliata e strumenti inadeguati»

Il presidente di Confindustria Alunni (©Fabrizio Troccoli)

di Dan.Bo.

«Strada sbagliata» e «strumenti inadeguati». È molto dura la presa di posizione di Confindustria Umbria sulla delibera della giunta con la quale, nelle scorse ore, Palazzo Donini ha deciso di rimodulare il piano finanziario dei fondi europei 2014-2020, togliendo risorse da alcuni capitoli per destinarli ad altri. Complessivamente l’operazione si divide in due tronconi e vale 31 milioni. Per quanto riguarda il Fondo per lo sviluppo regionale (il Fesr), 17 milioni vengono tagliati all’Asse I, quello che si occupa di ricerca e innovazione, e 4 milioni all’Asse IV, che destina risorse alle energie sostenibili; questi 21 milioni vengono dirottati verso i capitoli competitività e Pmi (9,5 milioni), ambiente e cultura (9,5 milioni) e assistenza tecnica (2 milioni).

IL PROVVEDIMENTO E LE REAZIONI

La rimodulazione Scendendo più nel dettaglio, come si legge nella delibera due milioni sono destinati all’internalizzazione, 2,5 agli investimenti, mezzo milione all’economia sociale, 2 alle Pmi e in particolare allo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e 2,5 all’Umbria film commission, il cui percorso è ripartito poche settimane fa. Sull’Asse V, quello che si occupa di ambiente e cultura, si aggiungono invece 4 milioni per la cultura e 5,5 per la promozione turistica, compresa quella dei Comuni (1,5). Questa rimodulazione «nasce dalla considerazione che, a sei anni dall’avvio del Programma, sia per l’Asse I che per l’Asse IV, le risorse inizialmente programmate – scrive la giunta – si sono rilevate eccessive rispetto alla capacità di assorbimento da parte del sistema produttivo regionale in particolare per i progetti di ricerca».

I SINDACATI IN PRESSING: «SOLDI NON SOLO ALLE IMPRESE»

Cosa cambia Quelle dell’Asse III e V invece «mostrano un buon avanzamento finanziario e fisico; in particolare, per il primo si tratta di aiuti all’internazionalizzazione, agli investimenti produttivi, all’economia sociale e all’industria creativa, mentre per il secondo al fine di dare continuità alle azioni intraprese con riferimento al brand Umbria e alla ripresa del turismo post-sisma, si prevedono ulteriori interventi mirati al rilancio delle specifiche aree. Tutto ciò vista la necessità di avere progetti cantierabili in considerazione della scadenza del programma nel 2023». Quanto agli altri 10 milioni invece, arrivano dalla riprogrammazione dei fondi del Psr, ovvero quelli per lo sviluppo rurale.

OLTRE 30 STRUTTURE PER EVENTUALE QUARANTENA

Confindustria dura La giunta ha parlato di un provvedimento a sostegno del tessuto produttivo colpito dalle conseguenze dell’epidemia di coronavirus, mentre le opposizioni compattamente di «gioco delle tre carte». A qualche ora di distanza poi è arrivata la bocciatura di Confindustria, che si concentra sulla rimodulazione del Fesr: «Se la finalità – scrive l’associazione – voleva essere quella di destinare risorse aggiuntive alle imprese per far fronte all’emergenza economica legata al diffondersi del Coronavirus, si è scelta la strada sbagliata utilizzando strumenti inadeguati». Quei 21 milioni per Confindustria sono «risorse indispensabili e strategiche per il rilancio dello sviluppo economico dell’Umbria soprattutto in una fase di crescente tensione finanziaria. A ciò – continua Confindustria – si aggiunge il fatto che le risorse distratte da questi ambiti fondamentali per la crescita economica, vengono indirizzate verso una pluralità di azioni solo in piccolissima parte destinate alle imprese e all’emergenza turistica. Per il resto sono rivolte ad enti pubblici per promozione e interventi su beni culturali per un totale complessivo di 14 milioni di euro».

Ripristinare le risorse L’associazione chiede alla giunta di ripensare il provvedimento e di affrontare l’emergenza «senza penalizzare ulteriormente il tessuto economico-produttivo. In particolare, è indispensabile che vengano reintegrate tempestivamente le risorse destinate alle imprese per progetti di ricerca e innovazione ed energia sostenibile».

Fioroni Pur senza mai nominarla, a rispondere a Confindustria nel pomeriggio è l’assessore allo Sviluppo economico Michele Fioroni, secondo il quale «le politiche di sviluppo per l’innovazione dell’Umbria rappresentano il tratto essenziale dell’azione di governo»; Fioroni spiega che «il sostegno ai progetti di ricerca e sviluppo delle imprese regionali potrà avvalersi anche di nuove risorse in misura non inferiore ai 4 milioni di euro che saranno utilizzate a seguito dello sblocco degli stanziamenti vincolati che la giunta disporrà in esito all’approvazione di bilancio. Risorse aggiuntive, velocemente impegnabili». L’assessore ribadisce poi che rimane una priorità quella di sostenere «la partita dell’innovazione» e che tutto va tenuto insieme con una «isione solidale, capace di supportare il turismo e le piccole e medie imprese in un momento di emergenza, ma sostenere allo stesso tempo la componente di innovazione di quel tessuto economico regionale fatto di imprese che si collocano, o ambiscono a collocarsi, sulla frontiera tecnologica della competizione».

Twitter @DanieleBovi

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