martedì 7 aprile - Aggiornato alle 19:22

Coronavirus, 33 strutture al vaglio per la quarantena in Umbria: «Ancora nessuna scelta»

Sopralluoghi e verifiche dalle autorità in siti pubblici isolati. Disponibile anche Esercito per attuare misure ordinanza

Container per il pre-triage all'ospedale di Perugia

di Chiara Fabrizi

Sono 33 le strutture su cui sono in corso verifiche tecniche per l’utilizzo ai fini della quarantena degli eventuali contagiati dal Coronavirus in Umbria, dove per ora non è stato confermato alcun caso positivo. Se ne è parlato giovedì nella riunione della Task force riunita dal prefetto di Perugia, Claudio Sgaraglia. Tra questi siti anche il centro di educazione ambientale di Umbertide lungo il fiume Tevere ma, fonti Centro operativo regionale, precisano che al momento, al pari della altre. non ha ricevuto ancora il disco verde, al pari di tutte le altre strutture, che sono al vaglio per poter ospitare in “quarantena” gli eventuali contagiati dal Coronavirus in Umbria, dove per ora non è stato confermato alcun caso positivo. Se ne è parlato giovedì nella riunione della Task force riunita dal prefetto di Perugia, Claudio Sgaraglia.

NEGATIVO IL CAMIONISTA
TURISMO IN GINOCCHIO

Altre 32 strutture al vaglio Nell’elenco elaborato dalla Protezione civile regionale, in collaborazione con l’Anci, sono segnate dunque 33 strutture distribuite nelle due province e su cui in questi giorni sono in corso sopralluoghi, analisi e verifiche, per stabilire se idonee in caso di emergenza. Secondo quanto riporta La Nazione, tra queste ci sarebbe anche l’ex campo base della Quadrilatero a Pianello. In Umbria, infatti, gli ospedali di Perugia e Terni sono dotati del reparto di Malattie Infettive, dove da protocollo verrebbero ricoverati gli eventuali contagiati, ma la capienza è limitata a 13 stanze singole nel capoluogo di regione e altrettante a Terni. Non è noto, al momento, qual è la capacità di accoglienza del centro di educazione ambientale lungo il Tevere, ma sono state acquisite le planimetrie dal Comune. Dalla Regione spiegano che, oltre a quella di Umbertide, si continua a lavorare per individuare anche altre strutture idonee a gestire l’emergenza.

Esercito per misure ordinanza In Prefettura a Perugia, poi, giovedì è stata anche vagliata la possibilità di impiegare, in caso di necessità, i militari per attuare  le misure contenute nell‘ordinanza del 26 febbraio 2020 firmata dalla presidente della Regione, Donatella Tesei. Operativo dal primo pomeriggio di venerdì, poi, il modulo prefabbricato che verrà utilizzato come locale di pre-accettazione (pre-triage) dei i pazienti che si presentano al pronto soccorso dell’ospedale di Perugia: si tratta di un locale di  circa 25 metri quadrati suddiviso in due parti e dotata di due servizi igienici, di riscaldamento e luce. Da Palazzo Donini, poi, arriva poi un appello ai donatori di sangue «che non costituisce – ha scandito l’assessore Luca Coletto – un fattore di rischio per la trasmissione del Coronavirus e i donatori possono continuare con tranquillità a farlo».

Protezione civile, 150 volontari Sono oltre 150 i volontari di protezione civile in campo per l’emergenza coronavirus in Umbria. Dal 6 febbraio, all’aeroporto San Francesco di Assisi sono 54 i volontari della Misericordia che stanno supportando le autorità sanitarie per il controllo dei passeggeri in arrivo con voli da Malta, Londra, Tirana, controllando in un apposito percorso dedicato la temperatura corporea. In caso di temperatura di 37,5 gradi, i passeggeri verranno ulteriormente controllati dal medico Asl presente. Altri volontari sono impegnati al Centro regionale di Prociv di Foligno e all’interno dei vari territori per installare container e tende presso i plessi ospedalieri. Compito dei volontari sanitari sarà quello di dare informazioni e di svolgere “filtro” dei vari casi in arrivo al pronto soccorso, dove saranno svolti i pre-triage, al fine di non congestionare i pronti soccorsi. Altri volontari da giorni supportano la funzione Volontariato all’interno del Cor oltre a continuare, come fanno da mesi, nel recupero dei materiali utilizzati nel terremoto del 2016. «Ancora una volta, il volontariato di protezione civile – spiegala Consulta regionale in una sua nota – rappresenta la fondamentale risorsa tecnica-operativa del sistema di protezione civile, 150 volontari impiegati in questi giorni, ma gruppi e associazioni in allerta pronti in caso di emergenza con mezzi e attrezzature ad intervenire».

@chilodice

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