di Daniele Bovi
Di sicuro il problema poggia su basi un po’ più solide rispetto a quelle suggerite dalla banale scaramanzia. Convocata per venerdì 17 a Palazzo Donini, sede della giunta regionale, è stata rinviata «a data da destinarsi» la conferenza stampa per la firma del contratto relativo al progetto della maxi scuola di volo da oltre 70 milioni di euro che dovrebbe – il condizionale è più che mai d’obbligo – vedere la luce al San Francesco. Secondo quanto comunicato mercoledì l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ha la necessità di «disporre di più tempo per valutare il contratto tra le parti relativamente alla sub concessione tra la Sase e la 19-01 per il progetto dell’Accademia di volo». La scuola, infatti, andrebbe realizzata sull’area oggetto della concessione di Sase. Le domande intorno alla vicenda e i dubbi sul progetto sono molti: come mai è stata convocata una conferenza stampa mentre Enac deve ancora sciogliere dubbi e analizzare a fondo la vicenda?
La vicenda Gli interlocutori delle istituzioni coinvolte fino a ora sono stati i due proponenti dietro i quali, secondo quanto riferito, ci sarebbe un fondo di investimento sul quale però aleggia il mistero. Secondo quanto spiegato mesi fa dallo stesso presidente dello scalo Ernesto Cesaretti, «del fondo inglese non si può sapere molto, ma abbiamo la sicurezza da Enac, che ha concesso una licenza di 40 anni, che si tratta di un fondo molto importante che ha già investito 20 milioni all’aeroporto di Malpensa». Insomma, come prova dell’affidabilità Sase mette sul tavolo la garanzia di Enac che, secondo quel poco che filtra in queste ore, dovrebbe verificare ancora un paio di aspetti. Nel frattempo, su queste basi, è partita anche la conferenza dei servizi gestita da Ministero dei Trasporti e Regione. Di sicuro rimangono lo scivolone della conferenza stampa convocata e poi annullata e i dubbi intorno alla reale fattibilità del progetto. Nei prossimi giorni, intanto, andrà rinnovato il cda di Sase e per la presidenza rimane in pista sempre l’ipotesi Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio di Perugia che, insieme alla Regione, detiene la quota più ampia del pacchetto azionario.
