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Un Airbus A321 a Perugia

di Dan.Bo.

Come prova dell’affidabilità del fondo di investimento dietro al progetto della maxi scuola di volo che dovrebbe sorgere a Santi’Egidio, Sase mette sul tavolo la garanzia fornita da Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile. Dell’investimento, pari a circa 70 milioni di euro, si è tornati a parlare mercoledì in Comune, dove la commissione Urbanistica ha proseguito la discussione sulla pratica con la quale si propone, in vista della prossima conferenza dei servizi che sarà gestita dal Ministero dei trasporti, di prendere atto del progetto e di esprimersi favorevolmente sulla localizzazione, per la quale serve una variante al Prg comunale. Alla seduta ha partecipato anche Ernesto Cesaretti, il presidente di Sase, società che gestisce l’aeroporto: «Il contratto – ha spiegato – non lo abbiamo ancora sottoscritto ma lo faremo appena le pratiche saranno pronte», motivo per cui Cesaretti ha invitato alla celerità.

COSA PREVEDE IL PROGETTO

La garanzia «Del fondo inglese – ha detto – non si può sapere molto, ma abbiamo la sicurezza da Enac, che ha concesso una licenza di 40 anni, che si tratta di un fondo molto importante che ha già investito 20 milioni all’aeroporto di Malpensa. Lo conoscono bene, hanno dato l’ok ed è quindi Enac che ci dà fiducia». Cesaretti oltre a ciò ha spiegato che all’inizio, «vista la grandiosità del progetto, avevamo qualche dubbio. Poi abbiamo portato avanti le cose e riteniamo sia un investimento utile; una scuola simile c’è solo in America, a Orlando, e al massimo delle sue capacità può generare un traffico fino a 5 mila persone al giorno e un aumento del Pil regionale del 2-2,5%». Quanto ai dubbi sulla convivenza con lo sviluppo delle normali rotte, Sase ha sottolineato di nuovo che la scuola «può tranquillamente convivere con lo scalo».

La seduta Alla riunione ha partecipato anche l’assessore regionale ai Trasporti Enrico Melasecche, che ha letto le osservazioni fatte dagli uffici regionali in occasione della prima conferenza dei servizi, quella del 3 febbraio (la seconda dovrebbe tenersi a breve); tra i punti sottolineati la necessità che la scuola non entri in conflitto con lo sviluppo delle rotte, l’obbligo di procedura di evidenza pubblica per l’attuazione dell’investimento, la non facile lettura delle ricadute del progetto sul territorio in base ai documenti progettuali, l’affidabilità della titolarità dell’investimento, la necessità di evitare la trasformazione di un territorio pregiato senza certezza sui benefici per lo stesso e la mancanza di esplicitazione di vincoli di destinazione d’uso degli immobili da costruire. «Verificandone passo passo la regolarità e la modularità – ha aggiunto Melasecche – l’investimento sia da accogliere positivamente per gli sviluppo occupazionali e l’investimento previsto».

Il dibattito Secondo quanto riferito dai diversi dirigenti del Comune che hanno preso parte alla seduta, non ci sono problemi particolari per quanto riguarda la viabilità, giudicata sufficiente ad accogliere il carico di traffico, mentre dal punto di vista ambientale sono state rilevate carenze relative a inquinamento acustico e vulnerabilità degli acquiferi; rassicurazioni sono state fornite anche sulla torre di 30 metri prevista nel progetto e che, secondo quanto riferito, sarà abbassata. Quanto all’Università per stranieri, indicata la settimana da Renato Sacchetti della 19.01 Holding tra i punti di forza di Perugia, la rettrice Giuliana Grego Bolli ha assicurato la collaborazione dell’ateneo per quanto riguarda l’offerta di corsi di lingua italiana. In rappresentanza delle associazioni è stato invitato anche Elio Censi, presidente dell’associazione sportiva Arci Sant’Egidio: Censi oltre a mostrare semaforo verde al progetto ha posto una serie di temi come la modifica della viabilità, l’utilizzo degli impianti sportivi e la creazione di un percorso ciclopedonale lungo la strada che collega Sant’Egidio all’aeroporto. Il dibattito proseguirà nel corso di una prossima seduta.

Twitter @DanieleBovi

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