sabato 20 ottobre - Aggiornato alle 09:36

Riciclaggio e bancarotta, arrestato il presidente di Fly Volare Fausto Chiparo

La gdf lo cattura mentre sta per decollare per gli Emirati arabi. In estate aveva partecipato alla conferenza stampa all’aeroporto di Perugia

Fausto Chiparo

Il presidente di FlyVolare, Fausto Chiparo, è stato arrestato dalla guardia di finanza di Modena, che lo ha individuato come mandante e «socio occulto» di una associazione a delinquere specializzata in bancarotte fraudolente e riciclaggio. L’ordinanza, firmata dal gip di Modena su richiesta del Procuratore Lucia Musti e del pm Marco Imperato, è il risultato dell’operazione ‘Last Ring’ delle Fiamme gialle modenesi.

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Socio occulto Per la gdf Chiparo – noto in Umbria per aver partecipato alla conferenza stampa di lancio dell’accordo tra Fly Volare e lo scalo umbro la scorsa estate – parmense (ma con residenza formalmente dichiarata in Austria) di 38 anni «può essere a pieno titolo ritenuto il “socio occulto” e reale mandante dell’associazione» e il suo ruolo di referente economico è stato, tra l’altro, confermato dalla natura dei benefit che si concedeva (nel periodo oggetto di indagini, è stata accertata anche la disponibilità di una autovettura Bentley ed altri veicoli di lusso intestati alle società a lui riconducibili).

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Imprenditore all’apparenza In effetti, Chiparo compare in diversi organigrammi di società italiane ed estere, attive nei più svariati settori economici, che vanno dall’immobiliare al trasporto aereo, passando per la locazione di autovetture di lusso e barche. Proprio nel settore del trasporto aereo, Chiparo risulta presidente di FyVolare, compagnia con sede in Malta, che ha cercato di avviare – finora senza esito – tratte dall’aeroporto di Perugia. «Ed è proprio grazie a questa apparenza imprenditoriale che l’associazione riusciva ad acquisire le partecipazioni di controllo delle società da “spolpare”, da cui poi Chiparo riceveva, con modalità evidentemente illecite, i profitti necessari a mantenere il suo elevatissimo tenore di vita, fatto di agi e vacanze di lusso».

Preso all’aeroporto A conferma di ciò, qualche giorno fa, egli era pronto per partire dall’aeroporto di Bologna con un volo business che lo avrebbe portato negli Emirati Arabi per qualche giorno di relax, ma, al momento di lasciare l’albergo per recarsi al checkin, ha trovato ad “accoglierlo” i finanzieri di Modena che gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere; ordinanza confermata, pochi giorni prima di Natale, in sede di Riesame.

Società spolpate Le Fiamme gialle sono arrivate a lui dopo una prima fase dell’indagine in cui erano emerse le responsabilità del reggiano Marco Pasquali, 57 anni, consulente finanziario che offriva ai suoi clienti la possibilità di trasferire le aziende in crisi all’estero, dopo averle spogliate di quanto ancora fosse presente nel patrimonio, per sfuggire alle conseguenze penali del fallimento. E poi di Luigi Predieri, reggiano di 55 anni, imprenditore rampante che acquistava le aziende emiliane in difficoltà finanziarie e le utilizzava per ottenere dalle banche la liquidità necessaria a foraggiare lusso e bella vita, lasciando al loro destino i creditori insoddisfatti. Predieri – scrive la gdf in una nota – avvalendosi di una fitta rete di prestanome, era riuscito a penetrare il sano tessuto economico, non solo locale, tramite l’acquisizione di diversificate attività lecite – operanti, principalmente, nel settore della telefonia e dell’hi-tech – impiegate per il riciclaggio del denaro derivante dalle bancarotte fraudolente di imprese attive nei più svariati settori e, una volta esaurito il loro compito, strumentalmente trasferite all’estero per sfuggire alle azioni di fallimento.  Le condotte illecite avevano riguardato, tra le altre, due società modenesi dalle quali l’associazione criminale, attraverso il ricorso al massiccio uso di fatture per operazioni inesistenti e cessioni simulate, era riuscita a distrarre l’intero patrimonio, tanto da determinarne il fallimento con passivi, in entrambi i casi, di oltre 45 milioni di euro, di cui gran parte vantati dallo Stato a titolo di imposte evase.

Last Ring Con l’arresto di Chiparo conclude, per il momento, con l’operazione “Last Ring”, la serie di indagini che, in circa due anni di indagini, ha portato a 19 misure cautelari personali, 48 indagati, 67 perquisizioni, distrazioni patrimoniali dalle aziende in dissesto per circa 35 milioni di euro, danno all’Erario per imposte non versate per 30 milioni di euro, 80.280 ore di conversazioni telefoniche captate e oltre 2.500 ore di intercettazioni telematiche.

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