sabato 16 dicembre - Aggiornato alle 23:18

Aeroporto: Fly Volare restituisce 250 mila euro, contratto con nuovi voli. Le destinazioni

La società controllata da Blu Jet versa metà di quanto ricevuto. Sase: «Attivare tratte entro aprile, altrimenti riavremo l’altra metà»

di D.B.

Sono arrivati i soldi di Fly Volare, che ha restituito metà dei 500 mila euro versati dalla Sase per i voli estivi mai decollati dal San Francesco d’Assisi di Perugia. Il versamento, secondo quanto comunica in una nota Sase spa, è avvenuto martedì, con qualche giorno quindi di ritardo rispetto al termine del 30 novembre, ritardo che ha fatto partire il decreto ingiuntivo. A seguito della restituzione dei 250 mila euro, Sase fa sapere che «è stato raggiunto un nuovo accordo con Blu Jet/Fly Volare». «La validità del contratto in essere – si sottolinea – è stata quindi prorogata al 30 aprile 2018. Se entro tale data la società non effettuerà i voli programmati da/per Perugia, procederà con il versamento dei rimanenti 250 mila euro».

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LA TRATTATIVA PER QUATTRO ROTTE

Quattro rotte I voli che Fly Volare dovrebbe far decollare per evitare la restituzione dell’altra metà del mezzo milione dovrebbero essere Milano, Trapani, Palermo e Lamezia Terme, cioè una parte di quelle promesse a suo tempo. La partenza delle quattro rotte negli scorsi giorni era stata fissata per il 18 dicembre, ma è certo che per quella data nessun nuovo volo decollerà. Con tutta probabilità bisognerà aspettare la primavera, periodo decisamente più favorevole per attrarre passeggeri. In particolare, si parla di tre voli al giorno durante tutta la settimana ma non con l’Airbus 319 di cui si è parlato durante l’estate, bensì con un Dash 8, un turboelica che può portare dai 30 ai 40 passeggeri. Al momento resta irrisolto il problema relativo all’ottenimento del Coa (ovvero il Certificato di operatore aereo) e della conseguente licenza; documenti che la compagnia di Fausto Chiparo deve ancora ottenere. La schiarita tra Sase e Fly Volare ha portato anche al ritiro delle dimissioni, dal consiglio di amministrazione, di Umberto Golinelli, l’esperto arrivato al San Francesco poco più di un anno fa indicato come il regista dell’operazione.

TUTTO IL CASO FLY VOLARE

Nevi e Ricci Le novità hanno fatto discutere anche il mondo politico. Il consigliere regionale di FI Raffaele Nevi parla di «una buona notizia. Ora serve un accordo tra Sase e la compagnia in maniera tale da rendere l’aeroporto di Sant’Egidio sede di una compagnia aerea. Al tempo stesso occorre assolutamente velocizzare lo sviluppo di altre tratte». Secondo il collega di opposizione Claudio Ricci «non basta: devono restituire subito tutti i 500 mila euro che sono in anticipo da 6 mesi. Le ulteriori ipotesi di voli in primavera sono tutte da verificare. Sembra una ulteriore dilazione di tempo. Bisogna investire in nuove compagnie di lunga esperienza».

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Galgano A commentare la vicenda è anche la deputata del gruppo Civici e innovatori Adriana Galgano, secondo la quale il nuovo accordo «desta serie preoccupazioni sulle strategie di gestione del nostro aeroporto. Questi ulteriori otto mesi di inattività quanto costeranno ai contribuenti e all’Umbria tutta? È stato valutato che, nel frattempo, nulla è cambiato ovvero FlyVolare non ha ancora autorizzazioni e concessioni e quindi si deve appoggiare ad un’altra compagnia per garantire le rotte? Viene naturale domandarsi ma perché si devono sostenere i costi di questa intermediazione? A questo punto, il contratto lo si faccia direttamente con il vettore su cui prevede di appoggiarsi FlyVolare».

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