di Chiara Fabrizi
Volano stracci nella Lega. Dopo le dimissioni del commissario della sezione di Castiglione del Lago, Paolo Terrosi, e dei militanti di quello stesso territorio, che sarebbero cinque, a metterci il carico è Francesco Cenciarini, segretario del partito per la provincia di Perugia: «Nessun terremoto nella Lega, perché – l’uscita di Terrosi è solo la resa di un personaggio divisivo che non è mai riuscito a lasciare un segno tangibile della sua presenza sul territorio e ora sbatte la porta solo perché non ha visto soddisfatti gli appetiti personali».
Una replica avvelenata che segue la denuncia dell’esponente di Castiglione del Lago, secondo cui il partito è segnato da «una gestione disastrosa», «alcuni territori comune il Trasimeno sono stati abbandonati» e «non c’è verso di convocare il congresso».
Cenciarini non entra nel merito delle questioni sollevate da Terrosi, che peraltro rappresentano ormai da anni un elemento di criticità nella Lega, e sceglie la via del contrattacco: «Dopo che il direttivo provinciale della Lega gli ha permesso di costituire una sezione solo per lui, con l’obiettivo di fare entrare nuovi sostenitori, Terrosi ha realizzato zero tesseramenti e alle ultime comunali la sua lista ha preso solo 140 voti in totale, cioè l’1,8 per cento, a cui si sommano le continue discussioni con i militanti del Trasimeno, nessuna attività prodotta sul territorio, nessun gazebo, ma soltanto lamentele e immobilismo».
In questo quadro, Cenciarini sostiene di «comprendo come a qualcuno possa fare gioco parlare di ‘terremoto politico’, ma basta approfondire la questione per capire che l’uscita di Terrosi ha significato solo liberare il partito di un elemento divisivo, incapace di costruire gruppo e creare entusiasmo intorno al progetto. Siamo, quindi, ben felici della sua partenza e gli auguriamo di fare meglio di quanto non abbia fatto finora in quel partito dove approderà a breve solo per fare la controfigura di altri che come lui non hanno lasciato traccia della loro presenza in Lega».
