di Marta Rosati

25 anni, kenyota, timida e spontanea. Se non si fosse resa protagonista di un apprezzabile gesto di fair play, fuori dal comune, sarebbe un’atleta qualunque, invece la giovane sportiva dell’Athletic Terni ha fatto parlare di sé: il suo volto, il suo nome e la sua generosa impresa sono balzate all’attenzione della stampa nazionale: venerdì mattina Ruth Chebitok, come rappresentante di una realtà sportiva ‘fiore all’occhiello della Conca’, è stata premiata dal Comune di Terni e ha ricevuto il plauso di Fidal, Coni e degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo livello, diventando emblema sportivo del rispetto delle persone prima ancora delle regole.

Ruth Il 22 marzo scorso alla mezza maratona di Pistoia, la 25enne kenyota, con la maglia dell’Athletic Terni, poteva tagliare il traguardo e salire sul gradino più alto del podio ma davanti a lei, con circa 15 metri di vantaggio, la ruandase Claudette Mukasakindi dell’Atletica 2005 era ‘in panne’ causa crampi e la giovane Ruth non se l’è sentita di approfittarne: ha arrestato la sua corsa, incitato l’avversaria a terminare la gara e rinunciato al successo. Appresa la notizia, l’assessore allo sport del Comune di Terni aveva promesso: «La premieremo!». Detto, fatto: per lei una targa e una tuta.

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Atlethic Terni Il presidente della società podistica ternana, Francesco Corsetti racconta: «In pima battuta ho appreso la notizia dagli organi di stampa nazionali e la fotogallery che ritraeva la sequenza di quei momenti a pochi passi dal traguardo mi hanno fatto capire alcune cose. Innanzitutto, data l’evidente fatica della nostra atleta, – spiega – sono sicuro che il gesto le sia stato dettato dal cuore perché in certi momenti non hai la lucidità sufficiente per ragionare le scelte. E poi, mi sono accorto che, realizzando cosa aveva fatto, a fine gara Ruth si è portata le mani a coprirsi il volto quasi in segno di vergogna». Eh sì, forse non ancora conscia del grande esempio di lealtà, sportività e dignità che oggi tutti le riconoscono.

Mukasakindi Tra i tanti valori che l’agire di Ruth porta con sé c’è anche, come sottolinea ancora il presidente Corsetti, il disinteresse economico, perché tra un primo ed un secondo posto il premio varia sensibilmente. A questo punto la curiosità si fa spazio: l’avversaria, di fronte ad un gesto di così immensa bontà come ha reagito, cosa ha detto? La risposta della kenyota lascia di stucco: «Nothing». Mukasakindi non avrebbe detto neppure grazie, nulla. Come dire, avrà portato a casa il titolo di campionessa, un premio in denaro, ma la vera protagonista della mezza maratona di Pistoia resta la podista dell’Athletic Terni.

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