di Francesca Mancosu
Un grande successo. Per l’Italia, classificatasi seconda nel medagliere (con 10 medaglie conquistate), e per Terni, in termini di eco mediatica e di promozione del territorio (con quattro mila presenze alberghiere). È tempo di bilanci per i Campionati Europei di tiro con l’arco di campagna, giunti alla conclusione sabato scorso dopo una settimana di gare fra i prati di Stroncone, la cascata delle Marmore e il sito archelogico di Carsulae.
Il medagliere Cominciamo dai risultati sportivi. A fare la parte del leone è la Francia, che in totale si porta a casa 4 ori, 3 argenti e un bronzo. Seconda, come detto, l’Italia, che conquista tre ori: uno con Alessandro Giannini nell’arco nudo e due grazie all’aviere Jessica Tomasi, protagonista tanto nella finale individuale dell’arco ricurvo quanto in quella a squadre, insieme alle compagne Eleonora Strobbe (arco nudo) e Katia D’Agostino (compound). La compagine azzurra incamera anche due argenti nella categoria Juniores, con Sabrina Franzoi nell’arco compound e con il trio composto da Fabio Fancello, Gianluca Ruggiero e Alessio Noceti, e cinque bronzi. Nella classifica generale finale seguono Svezia, Germania, Slovenia e Gran Bretagna.
La soddisfazione degli organizzatori Prima della cerimonia di premiazione, allestita all’Archery village sulle sponde del fiume Nera, il pomeriggio di chiusura dello ‘European field archery championship’ ha regalato un’affollatissima tavola rotonda sui valori dello sport alla quale hanno preso l’arciere tre volte medagliato alle Olimpiadi Marco Galiazzo, i sindaci di Terni e Stroncone Leopoldo De Girolamo e Nicola Beranzoli, l’assessore allo sport della Regione Umbria, Fabio Paparelli, il presidente della Camera di commercio di Terni, Enrico Cipiccia, e Mario Scarzella, presidente della Fitarco-Federazione italiana di tiro con l’arco e della World archery europe. Il più entusiasta di tutti è proprio lui: «Stefano Tombesi e la squadra degli Arcieri ‘Città di Terni’ hanno centrato il mirabile obiettivo di organizzare un Europeo di qualità in location uniche, offrendo agli arcieri occasioni eccezionali di incontro e condivisione, ma promuovendo soprattutto il territorio con le sue bellezze a un pubblico qualificato proveniente da tutta Europa». Tanto da ipotizzare «l’organizzazione di un evento di portata mondiale»
Sport volano del turismo Ancora una volta, quindi, lo sport si propone come possibile strumento di rilancio del ternano, come dimostrano le quattromila presenze nelle strutture alberghiere della zona registrate nei sette giorni di svolgimento degli Europei e le diecimila dell’Archery village, anche grazie al fitto calendario di eventi che hanno finalmente ridato vita alle sponde del Nera. Numeri che fanno gola agli amministratori locali e agli attori economici del territorio, uniti nell’auspicio di portare in città il prossimo mondiale di tiro con l’arco. A cominciare dal sindaco Leopoldo Di Girolamo, che ribadisce l’intenzione di continuare a valorizzare l’impiantistica sportiva cittadina, dal canottaggio al tennistavolo, nella necessità di aprire la città all’esterno e all’estero. D’altronde, ricorda, «secondo un’indagine del Sole24ore, siamo la 14sima città italiana per pratica di sport di gruppo e l’ottava per l’organizzazione di eventi di risonanza nazionale». Eventi da moltiplicare secondo il presidente della Camera di commercio di Terni, Enrico Cipiccia: «Quello che ci interessa non è solo il ritorno immediato, in termini di guadagni per gli operatori, ma la crescita del territorio. Un obiettivo che si può realizzare solo con la collaborazione fra gli enti locali e l’imprenditoria, uniti nella costruzione di altre manifestazioni come questa».
