di Mattia Farinacci
Il cammino della Ternana prosegue con la prova contro il Milan dopo il buon ruolino di marcia tenuto nelle ultime cinque giornate, dove i rossoverdi hanno recuperato terreno sul Pescara, accorciando di ben sei punti. Percorso che però appartiene già al passato secondo mister Abate: «Gli ultimi 5 turni sono passati e non ci interessano. Guardiamo il presente e la parola d’ordine per domani è concentrazione massima. Incontriamo una squadra zuppa di talenti, che arriva da un momento positivo. Può diventare una mina vagante nel corso del campionato: domani dobbiamo approcciare nel modo giusto e mettere in campo ciò che abbiamo».
La Ternana e il ‘derby del cuore’ Nonostante l’ottimo campionato fin qui disputato e il buono stato di forma recente, sono comunque diversi gli aspetti su cui la truppa di Abate and ancora crescere: «È successo che alcune volte dopo il vantaggio nell’inconscio si pensa che stare dietro linea palla sia corretto, ma non sempre è così. Molto spesso sento dire che la Ternana per 15-20 minuti ha sofferto, ma partite dominate per 90 minuti è impossibile vederle perché non si può controllare tutta la partita: ci sono anche gli avversari. I ragazzi vogliono cercare l’eccellenza e dobbiamo migliorare sotto questo punto di vista: avere la voglia di difendere il risultato nei limiti del possibile perché non giochiamo contro 0 giocatori ma ci sono degli avversari. Si deve avere voglia di chiudere la partita dopo essere andati in vantaggio prima di abbassarsi». Per il tecnico campano, oltre alle questioni di campo, sarà un’occasione speciale per affrontare il suo passato attraverso il suo presente: «Domani sarà una partita particolare per me, perché è una sorta di derby del cuore contro una società che chiamo casa e dove sono diventato uomo, con ragazzi che ho allenato e a cui sono legato. Dall’altra parte la società che mi ha accolto come professionista (la Ternana, ndr): mi sento sempre più legato a questa terra e a queste persone che mi hanno accolto. Persone umili e lavoratrici che mi hanno ricordato le mie origini; io in queste situazioni mi riconosco. C’è poi anche un affetto anche verso il mio gruppo squadra e verso dei direttori con cui si è creato un legame. Dal punto di vista tecnico invece affrontiamo una delle migliori squadre del girone. Abbiamo bisogno del nostro pubblico, so che la curva entrerà al 15’ e sarà importante l’approccio, sento parlare le persone con superficialità ma domani è complicato». Partita complicata anche considerata la situazione critica dall’infermeria: «Fuori Mattheus per una distorsione alla caviglia e fuori Corradini, che speriamo di avere in 15 giorni. Non voglio sentire parlare di emergenza perché siamo pochi ma buoni».
