di Marta Rosati

Contestatori e comprensivi, il mondo della rete si divide in nome dei soldi, della morale e della fede rossoverde. Dalla notizia di fine rapporto tra la società della famiglia Basile e la calcettista argentina Gimena Blanco al tam tam sui social, il passo è stato molto breve. Nella mattinata di sabato la comunicazione e di lì a poco  un fiume di commenti su Facebook.

Gimena Blanco Con una nota molto stringata, che lasciava ampi margini di interpretazione, la Ternana futsal ha comunicato di aver interrotto il rapporto con la capitano della formazione rossoverde. La notizia, così inaspettata e sorprendente, è stata poi motivata dal presidente Raffaele Basile: la calcettista, avrebbe lasciato la Conca silenziosamente per vestire la maglia di un altro club di calcio a 5 (pare si tratti dell’Isolotto Firenze), per ragioni economiche…

I soldi Ora, stando a quanto dichiarato dal patron, la Blanco avrebbe ceduto al corteggiamento di una squadra più remunerativa e alla luce di un accordo, raggiunto tra le parti meno di un mese fa, lo stesso Basile ha detto: «Non partecipiamo ad aste, è libera di andare dove vuole», ma nel suo sfogo il presidente non ha mancato di accusare la giocatrice di comportamento scorretto e poco professionale».

I commenti Leggendo i profili social delle varie Ferelle, passando per quello del ds Damiano Basile, si ha come la sensazione che la calcettista abbia provato a giustificare la sua fuga in termini sì economici ma diversi da quelli esposti dalla società rossoverde; per intenderci, mancati pagamenti. Lo lasciano pensare in particolare le parole del direttore sportivo che scrive:  «Se la società non avesse pagato tutte le ragazze, non sarebbero rimaste. Compresa chi è scappata. Arrampicarsi sugli specchi non serve, basta chiedere a tutta la rosa. Anche perché i bonifici non mentono mai». La reazione delle compagne di squadra è stata durissima: qualcuna ammette di esser rimasta senza parole, qualcun’altra scrive che non c’è limite al potere dei soldi, tutte invitano la città a tifare Ferelle.

Cambiare casacca Ammesso allora che la scelta di Blanco, quella di scappare, sia legata solo ad un’offerta economicamente più vantaggiosa corre l’obbligo di  ricordare che nel calcio, un po’ come nella vita, capita spesso di mettersi in un’altra maglia ‘vendendosi’ al miglior offerente. È qui che la platea social si divide: c’è chi accusa l’argentina di essere una mercenaria e chi va oltre. «Per me ognuno ha le proprie esigenze e il proprio metro per valutare le cose, – scrive un giovane fuori dalle dinamiche calcistiche – qui si parla di professionisti, di gente che viene pagata per fare un mestiere, e se uno offre un contratto migliore di solito la gente si licenzia e va dove gli danno di più perché tutti hanno un mutuo e le bollette da pagare… Solo che finché lo fa il fornaio, il muratore o il cassiere non frega niente a nessuno. Nello sport se la prendono tutti sul personale. I contratti, se si recidono, ci sono delle penali e quindi la questione legale/professionale si risolve da sola di diritto. Se uno poi la vuole mettere sull’etica e la morale sono d’accordo, ma è un altro paio di maniche». Cosa aggiungere? ‘Profilo che vai, parere che trovi’.

Twitter @martarosati28

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