di Simone Francioli
Termina a tre la striscia di vittorie consecutive della Ternana, bloccata al ‘Liberati’ da un Avellino pimpante, dinamico ed aggressivo, capace di mettere in crisi la retroguardia rossoverde durante tutto il corso del match grazie all’ottima giornata dei due avanti, Castaldo e Galabinov. Una gara sorprendente da parte dell’undici di Rastelli, costretti al pareggio da una formidabile prestazione di Alberto Brignoli. Tesser manca l’aggancio ad Angelo Orazi che, nella stagione 1990/1991 in Serie C1, vinse da subentrato – al posto di Tobia – le prime tre gare sulla panchina delle ‘Fere’.
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Assalto irpino Come ci si aspettava, l’Avellino ha messo sul terreno di gioco tanta fisicità e organizzazione difensiva, ma ciò che ha sorpreso è il giro palla operato con costanza e precisione dagli uomini di Rastelli. Ternana costretta a concedere la gestione della sfera agli ospiti, con Galabinov e Castaldo sugli scudi nel fare loro i lanci lunghi provenienti dalle retrovie irpine. Ne è uscito un primo tempo nel quale i rossoverdi hanno impegnato Terracciano solo in una circostanza, con Antenucci, mentre dall’altra parte straordinari per Brignoli per evitare il vantaggio dell’Avellino.
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Risveglio rossoverde Castaldo si ritrova sul destro l’occasione dello 0-1 dopo una manciata di secondi in avvio di ripresa, ma poi è la Ternana che riesce a rendersi pericolosa con Zito e Maiello prima della dodicesima rete in campionato di Mirco Antenucci, provvidenziale anche nell’azione – suo l’assist per Litteri – che ha visto Pisacane commettere il fallo da rigore sul centravanti catanese. Quindi altro quarto d’ora di sofferenza, con l’Avellino che pareggia subito i conti con Galabinov e mette in atto un pressing continuo per cercare di rubare palla e ripartire velocemente alla ricerca del nuovo vantaggio.
Emozioni finali Negli ultimi dieci minuti occasioni da entrambi le parti: nei rossoverdi Zito colpisce il palo dal limite dell’area, successivamente Antenucci spreca un contropiede in campo aperto decidendo di fare tutto da solo piuttosto che servire i compagni al centro. Tuttavia sono dell’Avellino le chance migliori ed è un super Brignoli ad evitare la prima sconfitta di Tesser grazie a due interventi su conclusioni ravvicinate di Castaldo e Zappacosta. Difesa rossoverde disattenta in ambedue le situazioni di gioco, ma ormai non è una novità.
Saracinesca Brignoli L’estremo difensore rossoverde non subiva un tal numero di tiri nello specchio dalla sconfitta interna con il Brescia – 1-2 del 16 settembre, tredici le conclusioni dei lombardi –, ma in questa circostanza la risposta è stata delle migliori. Brignoli è risultato decisivo in cinque circostanze tra primo e secondo tempo, salvando Tesser dal primo stop con le ‘Fere’: «Squadra difficilissima da affrontare l’Avellino, per il modo di giocare e la loro fisicità, complimenti a loro. Credo – prosegue Brignoli – che sia un punto importante perché ci dà continuità, all’andata magari avremmo perso in una situazione così». L’unico a battere il ventidue della Ternana è stato Galabinov: «Ero coperto dalle persone davanti e sono rimasto fermo per proteggere il primo palo – afferma spiegando la dinamica dell’azione –, ha tirato e poi c’è stata una deviazione importante ai fini della marcatura. Non l’ho proprio visto, magari fosse stato da vicino avrei avuto la reattività per fare qualcosa».
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Gavazzi Anche il centrocampista sondriese pone l’accento sull’importanza del punto guadagnato: «Abbiamo dato continuità in questa maniera, non è possibile vincere tutte le partite. Alla fine penso che il pareggio sia giusto, nel finale potevamo sia perderla che vincerla. Una bella partita, da parte nostra meglio nel secondo tempo dopo che nel primo abbiamo avuto un po’ di difficoltà».
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Antenucci Sale a dodici il computo delle reti marcate dal capitano rossoverde, giunto alla realizzazione consecutiva da quando è ripreso il campionato. Il commento sulla prestazione dei rossoverdi è positiva nonostante il mancato successo: «Una partita buona da parte di tutti i reparti, giocata con la giusta cattiveria. Siamo molto soddisfatti. Ci aspettavamo – continua Antenucci – un match del genere, li avevamo studiati bene. In alcuni frangenti abbiamo giocato meglio noi, in altri loro, e la cosa positiva è che si è disputata la gara alla pari. Dobbiamo pensare di partita in partita, all’andata c’erano troppe aspettative e questo ci ha condizionato. La squadra è sempre stata viva, la differenza è che ora stanno arrivando i risultati».
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Manovra offensiva e calci piazzati Contro l’Avellino è arrivato il quinto gol dei rossoverdi nell’era Tesser: tutti nati da corner – Rispoli, Litteri e Antenucci – o tiri dagli undici metri, come nel caso dei due gol realizzati dal capitano rossoverde con gli irpini e il Carpi. Se da un lato ciò mette in evidenza un’ottima efficacia della squadra sotto questo punto di vista, dall’altro i rossoverdi denotano una certa difficoltà nel marcare sugli sviluppi di una manovra corale. L’ultima segnatura delle ‘Fere’ non scaturita da un calcio piazzato risale al gol di Zito nella sconfitta di Bari: da allora sono state disputati otto match. Un problema da risolvere.
