di Lorenzo Pulcioni

Serse Cosmi torna al Liberati nella rimpatriata degli ex calciatori del settore giovanile delle Fere degli anni ’70. «In quegli anni parecchi giocatori da Perugia andavano a giocare a Terni e viceversa», spiega il tecnico di Ponte San Giovanni, che nella Ternana giocò una sola stagione, ma che ricorda ancora con piacere: «Facevo il quarto anno di Ragioneria e stavo in una famiglia con Consolo e Capitini, tutti perugini ma appassionati di calcio. Terni in quegli anni era al top per quanto riguarda il settore giovanile. Mi sentivo orgoglioso di far parte di quel gruppo».

Cosmi al Liberati per la rimpatriata Presenti ex calciatori ma anche gli allenatori di quel settore giovanile. Tra cui Omero Andreani che per Serse Cosmi è stato un modello di riferimento: «Un allenatore unico – dice Cosmi del suo vecchio maestro – ancora oggi in tanti si ispirano ai suoi insegnamenti. Ci insegnavano 40 anni fa un calcio che oggi viene chiamato innovativo». Dopo la foto di gruppo al Liberati, il pranzo tutti insieme all’Hotel Garden e poi le premiazioni di rito. Cosmi la maglia rossoverde la tiene in mano: «Ho promesso a mio figlio di non metterla» ammette col sorriso. «Sono perugino, ma credo sia stupido rinnegare quello che di bello c’è stato nella vita. Ho ancora tanti amici di Terni con cui ho frequentato l’Isef a Perugia. Sembra assurdo ma sono rimasto legato a questa città, al di là delle rivalità».

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