Prima la medaglia d’argento alle Olimpiadi, poi il trionfo in Coppa del Mondo. Andrea Santarelli è più che mai sulla cresta dell’onda. Lo spadista folignate ha raccontato le immense soddisfazioni raccolte negli ultimi mesi a ‘Sport&Sborz’, trasmissione radiofonica in onda ogni mercoledì su UmbriaRadio e condotta dal giornalista Daniele Sborzacchi. «Siamo cresciuti come squadra, adesso i nostri avversari non ci considerano più come una sorpresa. L’Italia ha raggiunto grandi traguardi e vogliamo continuare a migliorarci».
Trionfi azzurri Con la squadra italiana, Santarelli è salito sul secondo gradino del podio olimpico e poche settimane fa, in Germania, ad Heidenham, è arrivata la rivincita sulla Francia che nella finale a Rio aveva superato proprio gli azzurri: «Abbiamo fatto un ottimo cammino e il successo in Coppa del Mondo vale molto, visto che ormai grazie anche ai tecnici europei che guidano nazionali in giro per il pianeta, la competizione sta diventando sempre più agguerrita ed equilibrata». Santarelli, tesserato per il Circolo Scherma Foligno e per il Gruppo Sportivo Fiamme Oro, è stato insignito del riconoscimento come Ambasciatore dello Sport Umbro dalla Giunta Regionale ed ha sempre mantenuto un fortissimo legame con il territorio.
Legame col territorio «Molti mi hanno chiesto di spostarmi in passato, ma io non ho mai preso in considerazione questa opzione. Mi piace vivere qui e mi sento davvero orgoglioso di rappresentare la mia regione». A fronte dei tantissimi sacrifici che si fanno, sin dalla tenera età… «Ho coltivato la passione della scherma sin da bambino, ho rinunciato a tante giornate con gli amici per fare strada in questo sport. Ricordo quando non presi parte alla gita di terza media per disputare il campionato italiano… A certi livelli poi la tenuta mentale, al di là dell’aspetto fisico, è fondamentale per raggiungere certi risultati».
Foconi ‘on fire’ A Sport&Sborz è intervenuto poi Alessio Foconi, fiorettista del Circolo Scherma Terni e dell’Aeronautica Militare, anche lui trionfatore in Coppa del Mondo con la nazionale italiana. «Sono cresciuto molto nell’ultimo periodo, in una disciplina che da sempre vede grandissima selezione. Non è facile ritagliarsi spazio, bisogna lavorare duramente ogni giorno e non lasciarsi abbattere quando le cose vanno male. A Torino e a Parigi mi sono tolto due belle soddisfazioni (prima nell’individuale poi a squadre), spero di continuare così». Romano di nascita ma ternano a tutti gli effetti, Foconi è cresciuto sotto gli insegnamenti di un autentico guru del Fioretto, il maestro Giulio Tomassini… «Non posso che ringraziarlo, mi ha insegnato tante cose. Poi lavorando anche con Filippo Romagnoli sono ulteriormente migliorato. A livello mondiale il fioretto vede interpreti di valore incredibile, mettersi in evidenza non è mai facile. Sacrifici? Tanti, ma ripagati dalla possibilità di seguire una passione e di raggiungere grandi risultati».
