E’ rientrata in Italia pochi minuti prima delle 11 la salma di Andrea Antonelli, il pilota di Castiglione del Lago morto domenica sul circuito di Mosca nel corso della gara della classe Supersport. Ad attenderlo, all’aeroporto di Fiumicino, i genitori Arnaldo e Rossella, il fratello Luca, tre zii e un piccolo gruppo di amici del fan club della cittadina sulle sponde del Trasimeno. Con loro anche il presidente del Coni Giovanni Malagò. Il corpo è giunto a Roma a bordo di un volo di linea da Mosca della compagnia russa Aeroflot sul quale ha viaggiato Denis Sacchetti, il team manager del team Go Eleven col quale correva Antonelli.

FOTOGALLERY – LA CAMERA ARDENTE

Il corteo Il corteo è poi partito alla volta dell’Umbria: secondo la volontà dei genitori, la camera ardente, in attesa dei funerali di giovedì che si terranno al campo sportivo di Castiglione, sarà allestita nella chiesa di Le Macchie, la frazione di Castiglione dove Antonelli abitava insieme alla sua famiglia. Quella Castiglione dove giovedì sarà lutto cittadino. La cerimonia funebre sarà celebrata dall’arcivescovo emerito di Perugia Giuseppe Chiaretti. Gli esercizi commerciali presenti nella zona abbasseranno le saracinesche in segno di lutto, con l’eccezione dei bar e pubblici esercizi che, al contrario, «sono invitati – è scritto nell’ordinanza del sindaco Batino – a svolgere regolarmente la loro attività per garantire i servizi essenziali». Come riferito dallo stesso Malagò inoltre, nel fine settimana all’inizio di tutti gli eventi sportivi verrà osservato un minuto di silenzio e di raccoglimento per ricordare il pilota di Castiglione del Lago. «Ha reso onore non solo allo sport ma a tutto il Paese» ha detto il presidente del Coni. «Il motociclismo – ha aggiunto – è l’unica strada che Antonelli voleva percorrere. Era convinto e felice».

I funerali Ai funerali di giovedì parteciperà anche la Provincia di Perugia con il presidente Guasticchi che invierà il gonfalone dell’ente. «Ho avuto l’onore e la fortuna – scrive – di conoscere personalmente Andrea e il padre Arnaldo Antonelli, vero e proprio angelo custode del figlio in tutte le sue trasferte nazionali ed internazionali in occasione della campagna Guida sicura messa in atto dalla Provincia e dall’Aci per sensibilizzare soprattutto i giovani al rispetto delle regole e sicurezza nelle strade. Andrea e il padre Arnaldo assieme a tutti noi andavano fieri di questa iniziativa, che, adesso più che mai, sarà potenziata e promossa ulteriormente per ricordare la memoria di un campione dello sport e di umanità che rimarrà per sempre nei nostri cuori. Adesso – conclude – per chi crede è il momento della preghiera».

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