Dopo 20 anni di carriera in cui ha vinto tantissimo tra cui la prima delle due Champions League della storia della Sir, Davide Candellaro ha detto basta al tramonto dell’annata 2024- 2025. Lo ha fatto con la maglia di Perugia dove ha giocato nel biennio finale di un percorso in cui si è tolto tantissime soddisfazioni. A livello di vittorie ma non solo.
Opportunità Dalla scorsa estate, “Cande” ha cominciato a muoversi con costrutto da team manager della società del patron Sirci. Un salto dal taraflex al campo che lo vede impegnato su più fronti. E soprattutto, è fonte di stimoli quotidiani. «La decisione di smettere di giocare è maturata strada facendo – racconta a Umbria24 l’ex centrale originario di Padova -. Avrei potuto cambiare squadra ma Perugia mi ha dato l’opportunità di rimanere nel club in una nuova veste e così ho accettato».
Stimoli La prima annata da team manager dei Block Devils è stata certamente intensa ma piena di momenti indimenticabili, grazie a quanto compiuto da Giannelli e compagni. Candellaro racconta come ci si muove nella nuova veste: «Ovviamente ci si occupa di tantissime cose, si passa molto tempo in ufficio. Spazio dall’organizzazione delle trasferte alla sistemazione dei ragazzi che arrivano alla Sir, a molte altre cose. Si spazia su diversi fronti. È stato un anno molto stimolante. Ricordo la trasferta fatta in Giappone dove l’organizzazione è stata impeccabile. Ma ricordo anche alcuni momenti più complessi da gestire come un overbooking in occasione della trasferta a Las Palmas ad aprile e una cancellazione del volo due giorni prima la trasferta a Trieste in Supercoppa. Imprevisti che capitano e che vanno gestiti. Quello di team manager è un bell’incarico. E Sono il primo anello tra la società e i giocatori».
Colaci E chi meglio di Candellaro può fare da tramite tra i giocatori e il club. «Il fatto di aver giocato mi aiuta, certe cose si capiscono semplicemente dallo sguardo dei ragazzi perché sono sensazioni che ho sperimentato anche io in prima persona». Sensazioni simili che proverà anche Massimo Colaci che l’ex centrale bianconero troverà nelle vesti di direttore tecnico. «Non ho ancora idea di che effetto mi farà ritrovarlo da dirigente. Ci sentiamo spesso come è normale che sia. Tra di noi c’è un grande rapporto, eravamo anche compagni di stanza. Penso che rispetto al suo, il mio passaggio da giocatore a dirigente sia stato forse più naturale dato che negli ultimi due anni ho giocato poco, pur se è comunque un cambio radicale. Lui, invece, ha chiuso la carriera da protagonista. Ma ha tutto per fare bene».
Unione Come ha fatto bene, anzi molto di più, la Sir nella stagione passata archiviata con il Grande Slam. «Non c’è una cosa o un aspetto che mi sia piaciuto più di altri. Toglierei valore a qualcosa. Ma se proprio devo dirne uno, allora evidenzio la coesione che c’è sempre stata all’interno del gruppo».
Mercato La chiosa è per i volti nuovi della Sir. «Cappadona farà bene, è un ragazzo sveglio – assicura -. Kollator ha già toccato con mano livelli di una certa caratura dato che ha giocato in Champions League. Reggers è già da tempo sotto i riflettori, schiacciare la palla a Perugia è diverso rispetto ad altre parti ma il giocatore non si discute. Sanguinetti ha tutte quelle caratteristiche che servono nella pallavolo moderna. È prestante fisicamente, ha propensione all’attacco, potrà essere molto molto utile».
Parola di centrale, ops, di team manager.


