Galeotta fu (anche e soprattutto) una partita. Quattro set. Venti punti messi a referto. Nonostante la sconfitta della “sua” Praga contro la Sir (in versione Sicoma Monini) all’esordio in Champions League.
Vice Reggers Tanto è bastato a David Kollátor per entrare definitivamente nel mirino di Perugia. Per cominciare ad essere un candidato papabile a recitare nel ruolo di vice opposto nella prossima annata. Nei mesi scorsi la dirigenza bianconera si è mossa per cambiare il reparto di posto due. Ferre Reggers ha raccolto l’eredità di Wassim Ben Tara. Sarà lui il riferimento offensivo numero uno della Sir che verrà. Mentre il ceco classe 2003 – che in patria ha vinto due volte il campionato e altre due volte la coppa nazionale di cui è stato Mvp nel 2024-2025 grazie ai 19 punti messi a referto impreziositi da sei ace – sostituisce Gabrijel Cvanciger. Età simili, ma esperienza diversa. Soprattutto in Champions League dove il ceco, come detto, ha giocato da protagonista nell’annata scorsa. Nella fase a gironi, infatti, Kollátor ha realizzato 97 punti in sei partite, alla buonissima media di 16 a gara. Numeri davvero niente male.

Onore Il ceco non vede l’ora di respirare da vicino l’ambiente bianconero: «È un grandissimo onore per me arrivare in un club come Perugia. È davvero difficile descrivere a parole cosa significhi per me. Non molti giocatori cechi hanno l’opportunità di giocare in Italia, e proprio per questo apprezzo questa chiamata ancora di più – racconta -. Il campionato italiano è uno dei migliori al mondo, se non il migliore in assoluto – puntualizza . Ho già avuto possibilità di giocare contro squadre italiane in passato e ogni volta ho avuto la conferma del loro altissimo livello. I miei sogni in vista della prossima stagione? Sono un po’ scaramantico, preferisco non rovinare nulla e tenermeli per me».
Pallino «Lo seguivamo da parecchio. Nelle due partite che abbiamo giocato ha confermato quello che pensavamo di lui – precisa il direttore generale di Perugia, Bino Rizzuto -. Vanta già un buona esperienza anche internazionale. Può darci una mano importante. Da considerare anche il fatto che è mancino, e quindi i suoi attacchi sono più difficili da leggere per il muro avversario. La sua dote migliore? La velocità del braccio».
