di Barbara Isidori
È arrivato anche il nuovo portiere per il Grifo: si tratta di Marco Amelia, classe 1982, ex Milan e pronto a vivere adesso questa nuova avventura in biancorosso. Voleva dedicarsi ad altro ma il calcio l’ha tentato ancora ed ha deciso di portare la sua esperienza al servizio della squadra di Santopadre. Amelia ha firmato con il Perugia un contratto fino alla fine della stagione con diritto di opzione per la prossima. «Ho scelto Perugia – ha detto martedì nel corso della presentazione – perché questa è una realtà da serie A, che ha avuto difficoltà extra calcistiche ma che vuol tornare a grandi livelli. Spero di gettare ulteriori basi per la crescita di questa società».
Terzo portiere Amelia sarà il terzo estremo difensore insieme a Provedel e Koprivec. Non che ci sia concorrenza, ma come si convive? «Bisogna salvaguardare questi due ragazzi. Li ho visti giocare – risponde – e sono interessanti. Anche loro sono sotto pressione come il resto della squadra. In questo momento la classifica parla di difficoltà da cui si deve uscire».
GLI INGRIFATI: «SERVE LA RABBIA, NON LA CONTESTAZIONE»
Problemi Amelia arriva, infatti, in un momento per il Perugia alquanto delicato. Vuoi per i risultati sconfortanti e pure per qualche piccola confusione societaria. Vedi quanto successo lunedì quando si sono ricorse per ore le voci sul possibile esonero del tecnico Camplone. «Sono stato tutto il giorno con il presidente ed ho capito quanto stimi il nostro allenatore – dice sul punto Amelia -, come professionista e come uomo. E non penso che la nostra prossima partita contro il Modena sia per lui una sorta di ultima spiaggia. Certe voci in una piazza come questa quando le cose non vanno ci sono e Camplone ha le spalle larghe per sopportare certe cose. Bisogna solo stare compatti ed uscire da questa situazione tutti insieme».
Motivazioni Un grande giocatore come lui sceglie il Grifo. Con quale spirito si va in serie B? «Sono diversi giorni che ero stato contattato dal presidente e l’idea mi ha stuzzicato molto. La realtà è bellissima, il calore dei tifosi è grande, i campionati precedenti parlano da soli e la società non ha nulla da invidiare a quelle di A. In questo caso non è importante la categoria ma cosa si vede in certe piazze. Mi fermerò fino a giugno e poi vedremo. Ho dato l’opzione alla società come segno di riconoscenza per questa possibilità che mi è stata concessa. Pensiamo però solo a fare bene questi 4 mesi e poi decideremo tutti insieme il mio futuro. Intanto voglio dare un contributo importante in campo e nello spogliatoio, magari aiutando con la mia esperienza i ragazzi più giovani».
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Squadra Come ha trovato la squadra? «Conosco molti dei miei compagni. Baldan e Fossati – risponde – sono scuola Milan e sono felice per loro che abbiano trovato una sistemazione così importante. Con Giacomazzi abbiamo giocato insieme a Lecce e con Lanzafame a Palermo. La squadra è molto buona, ha qualità ed è completa. In questo momento stanno pagando tutti un po’ di inesperienza. Bisogna imparare a gestire certe situazioni per portarsi a casa i risultati. E poi ho trovato un gruppo con grande entusiasmo. Ho parlato privatamente con qualcuno dei compagni e mi hanno fatto capire certe situazioni. Ho chiesto a tutti di stare tranquilli e soprattutto ai più giovani. Perché la classifica è corta e penso benissimo che invece di stare sotto possiamo stare sopra».
Svincolato Viene da chiedersi come mai un giocatore del suo peso fosse libero sul mercato. «La mia è una situazione particolare. Ho deciso di non rimanere al Milan perché volevo inseguire un mio sogno. Quello di costruire una struttura sportiva nel mio paese per permettere alla famiglie che ci sono di crescere anche socialmente. Da parte mia era doveroso fare qualcosa per il paese nel quale sono nato. Io già gestisco una mia società sportiva ma purtroppo per vicende non dipendenti da me il sogno è tramontato. E allora non potevo che tornare al calcio con grande passione e amore. Per adesso sono un calciatore poi quando appenderò guantoni e scarpini vedrò. Ho anche studiato per fare il dirigente e penso di poter ricoprire anche quel ruolo».
Condizione fisica Dopo tante dichiarazioni allora a quando il suo esordio in campo? E dopo mesi è pronto? «Non ho mai smesso di allenarmi. Gestisco una società con la mia famiglia ed ho fatto con i ragazzi ritiro e allenamenti. Ho giocato poco ma non ho problemi fisici. Sono al top e a completa disposizione del mister. Mi manca solo il campo. Per un portiere è così. Sono stato sempre in bilico negli ultimi 4 anni al Milan. Mi capitava di stare fermo mesi e poi giocare in una gara importante come Milan-Barcellona in Champions League». Se fossi Camplone ti faresti giocare? «Mi metterei in campo! A parte gli scherzi bisogna vedere l’intesa con i compagni. Io sono pronto – ha concluso – e questa settimana farò sempre allenamenti doppi».


