di Giovanni Baricca
La difesa da reinventare, la mediana da ritoccare e una certezza: l’esordio di Giacomo Dicara – vice Camplone, prima volta primo allenatore (seppure ad interim) nel corso della sua carriera – non poteva aver vigilia più movimentata. Cacioli fuori fino a metà marzo. Cangi e Massoni fermati in settimana. Koprivec ok, ma debilitato dalla febbre che lo ha colpito martedì.
Perugia rattoppato Insomma, in difesa chi gioca contro l’Avellino? Dicara, chiamato a guidare i biancorossi causa squalifica di Camplone, un pensierino ce lo ha fatto? «No no, io ho appeso le scarpette al chiodo da un pezzo» scherza il tecnico in seconda. Giocherà senza dubbio Russo più uno tra Lebran e Giani (con il primo in netto vantaggio), allora. Sulla destra verrà arretrato Moscati, liberando un posto in mediana per il quale Dettori (ex biancoverde) già scalpita. Perugia in emergenza? Assolutamente no a sentire l’abruzzese: «Si gioca in undici e i cambi sono tre, non servono mica chissà quante alternative – dice -. Gli infortuni hanno fatto più scalpore all’esterno che non nel gruppo. Chi andrà in campo cercherà comunque di fare bella figura».
Questione di motivazioni Questione di motivazioni, dunque, in un match (non a caso, big) che di motivazioni ne offrre già di per sé una bella scorta. Una vittoria spalancherebbe orizzonti insperati fino a qualche tempo fa in casa biancorossa. Una sconfitta… «C’è un grande entusiasmo a Perugia ed è bene cavalcare l’onda finché si può» ammonisce Dicara. «È vero, gli stimoli vengono da soli ma, per principio, non diamo niente per scontato – continua -. Siamo giovani ma pure un po’ ‘volponi’ di questo mondo, non dobbiamo lasciare nulla al caso. Va bene l’euforia, ma bisogna restare sempre sul pezzo, dall’inizio alla fine in partite come questa.
La miglior difesa è l’attacco L’Avellino sta facendo molta pretattica in questi giorni. Rastelli non ha lasciato trapelare nulla sul modulo, quattro-quatro-due o quattro-tre-tre? Cambia poco per il Perugia: «Loro avranno studiato certe contromosse, noi abbiamo fatto altrettanto. Certo, non vi vengo oggi a dire quali», sorride il vice Camplone. Comunque costretto ad ammettere che il Perugia non è squadra da fare calcoli. Non può dire ‘mi metto in area e difendo’. Per ottenere il massimo questo gruppo deve attaccare, nel momento in cui abbassa i ritmi va in difficoltà. Cosa cambia con dettori subito dentro? Ogni giocatore ha le sue peculiarità. A Dettori non puoi certo chiedere di fare cento sovrapposizioni, ha caratteristiche diverse».
L’emozione dell’esordio Tornando all’inizio, da dove si era partiti: Perugia-Avellino segnerà l’esordio assoluto per Giacomo Dicara alla guida di una squadra da bordocampo. «Tra me e Andrea (Camplone, ndr) c’è sempre stata massima collaborazione. coi giocatori si comunica soprattutto in settimana, non tanto la domenica dalla panchina». D’accordo, ma l’emozione? Dove la mettiamo l’emozione di condurre i biancorossi in battaglia? «Beh, l’emozione non mancherà. L’adrenalina mi farà venire il mal di pancia» ammette Dicara. Che poi viene incalzato: si è sentito con Galeone, suo mentore ed ax allenatore, in settimana? «No, non l’ho chiamato. Ma ricordo bene ciò che mi ha insegnato: con lui in panchina mi sentivo fortissimo in mezzo al campo, mi sentivo un leone. Ai ragazzi cerco di trasmettere la stessa tranquillità che mi ha inculcato lui». Con risultati, sperano gli oltre 7000 attesi al «Curi» domenica pomeriggio (un migliaio gli irpini), altrettanto soddisfacenti.
