di Giovanni Baricca
Andrea Camplone arriva in ritardo alla sua prima conferenza del sabato mattina: «Scusate, è stata una settimana a dir poco frenetica. Abbiamo tanto da lavorare e poco tempo a disposizione». «Scusate» ripete.
La prima settimana Lavorare sulla testa, prima di tutto. «È una squadra intimorita», aveva detto, appena insediato, il nuovo tecnico biancorosso. «Che non deve aver paura di avere la palla tra i piedi, che deve scaricarsi mentalmente» sottolinea. Soprattutto alla vigilia di un appuntamento importante come quello di domenica, contro la capolista Frosinone. «Questa settimana abbiamo lavorato molto con la palla – ammette Camplone -. I ragazzi rispondono bene. Del resto quando sono arrivato ho trovato una squadra allenata, per questo devo fare i complimenti a Battistini». Un gruppo preparato, ma anche «capace di incassare 14 gol nelle precedenti giornate. Sulla fase difensiva, in effetti, stiamo lavorando parecchio. E pure sui movimenti senza palla, che prima si facevano poco».
La partita «Il Frosinone si presenta da solo, è un’ottima squadra. Ma non è il Lecce. Non c’è nessun ammazzacampionato nel nostro girone» risponde Camplone a chi gli chiede lumi sull’avversario di giornata. Un cliente difficile, spiega poi, perché «addosso non sente tutta la pressione che invece, inevitabilmente, si respira in una piazza come Perugia». A contrastare i laziali sarà un canonico 4-3-3, fatto di scelte obbligate dietro (assenti per squalifica Koprivec, Lebran e Cacioli), conferme al centro vista la fiducia riposta nel regista arretrato Esposito, e forse una sorpresa davanti, con Tozzi Borsoi in vantaggio su Ciofani per una maglia da titolare. «Da quando alleno – rivela Camplone – non ho mai avuto a disposizione degli attaccanti tanto forti. Clemente, Ciofani, Tozzi Borsoi, Rantier… sono tutti giocatori eccezionali. Per questo posso permettermi di dire che tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Gioca chi sta meglio, non ci sono maglie assegnate». Perugia-Frosinone, come da programma, si giocherà domenica pomeriggio, al «Curi», alle 14.30.
