Stavolta sono le streghe a finire nel calderone. Quello di un Gubbio oltremodo cinico, spietato nel capitalizzare, forse, l’unica vera occasione della propria partita. Il posticipo della sesta di campionato finisce 1-0, tra la gioia dei locali e l’incredulità degli ospiti. Decide un pallonetto di Galabinov: ad ammirarlo, sugli spalti del “Barbetti”, i grifoni Ciofani e Clemente.
Moduli speculari, partita in equilibri Gubbio e Benevento confermano, entrambe, il 4-2-3-1 della vigilia. Le streghe partono meglio, ma sono i locali a presentarsi per primi in zona gol. Lo fanno al quarto d’ora, con Caccavallo, che chiuso nei suggerimenti per le punte (Galabinov e Scardina) impegna Gori con una buona conclusione dal limite. Basta questo perché il Gubbio prenda coraggio: l’epicentro delle manovre resta bloccato nelle zone centrali del campo, ma i ragazzi di Sottil ci provano, se non altro, a fare capolino dalle parti di D’Anna e compagni. I campani d’altro canto contengono, stringono le maglie e ripartono. Interpretazioni differenti, medesimo risultato: al 24′ è Altinier a concludere sul fondo un magistrale contropiede dei giallorossi; tre minuti più tardi, Caccavallo spara in Curva.
Gubbio in vantaggio Un paio di occasioni per parte e il Gubbio passa in vantaggio. È il 37′: Palermo prende palla poco fuori dalla propria area, butta un occhio in avanti e lancia Galbinov. Mengoni avrebbe spazio e tempo per chiudere ma non lo fa, lascia rimbalzare la sfera e consegna al centravanti un’occasione d’oro: pallonetto a scavalcare Gori, rete. Di lì in avanti, e fino al duplice del direttore di gara, più Gubbio che Benevento. Bisogna attendere la ripresa per assistere alla reazione campana. Gli stregoni manovrano bene, sfondano al centro e sugli esterni. Si conquisterebbero pure due mezzi rigori (che sommati non ne valgono uno intero, per Bruno) con Altinier e con Marchi, squoterebbero la traversa con un bolide di Montiel, impegnerebbero Venturi dai trenta metri con un destro improvviso di Marchi.
La reazione delle streghe Niente da fare, non si passa al “Barbetti”. La cifra tecnica delle due squadre è differente, a tutto vantaggio degli ospiti. E piano piano viene fuori: sul piano del gioco, ma non su quello dell’efficacia. Chiedere a Mancosu per gli approfondimenti del caso, quando al 60′ ipnotizza Boisfer e invece di mollare un siluro (a botta sicura) appoggia di destro a Ventura… graziato. Il Benevento, a questo punto, staziona sicuro nella trequarti umbra. Ma serve a poco. Il Gubbio soffre, ma resiste. A volte per merito, altre per sorte. E si toglie pure lo ssfizio di chiudere all’attacco. La classfica, adesso, dice lupi a quota 10 punti, ad appena due lunghezze dalla vetta.
Tabellino
GUBBIO (4-3-1-2): Venturi; Grea (17’st Regno), Briganti, Radi, Bartolucci; Sandreani, Boisfer, Palermo; Caccavallo (33’st Malaccari); Galabinov, Scardina (21’st Bazzoffia). A disp.: Farabbi, Galimberti, Guerri, Manzoni. All.: Sottil.
BENEVENTO (4-3-1-2): Gori; D’Anna, Siniscalchi, Mengoni, Bolzan; Carotti, Rajcic, Montiel; Mancosu (30’st Davi);
Altinier (30’st Germinale), Marchi (24’st Montini). A disp.: Mancinelli, Pedrelli, Signorini, Cristiani. All.: Martinez.
ARBITRO: Bruno Diego di Torino.
RETI: 37’st Galabinov.
NOTE: spettatori 3000 circa, di cui 50 provenienti da Benevento. Ammoniti: Rajcic, D’Anna, Grea, Boisfer, Briganti, Siniscalchi, Montini. Espulsi: . Angoli: 0-8. Recuperi: pt 1′, st 4′.

