Capone amareggiato per il gol mancato©️Fabrizio Troccoli

di Mario Mariano

Mai sottovalutare le volpi stagionate. Resterà un mistero la trasformazione che Piero Braglia ha ottenuto dal Cosenza, da agnello sacrificale del primo tempo a lupo di quelli che mettono paura, nella ripresa. 45’ più 4 di recupero giocati pigiando sempre sull’acceleratore. I cosentini hanno tratto sicuro giovamento dal the caldo dell’intervallo, ma anche dal cambio di passo imposto dall’allenatore. Adesso sembra facile dirlo, ma sembrava tutto programmato. Chiaramente il piano per realizzarsi aveva bisogno di una condizione: non prendere il secondo goal.

LA PARTITA

Quello avrebbe potuto chiudere la partita ed invece scagliato il palo con Capone e falliti altre due o tre occasioni, i ragazzi di Oddo nella foresta sono sembrati d subito morbidi, subito timorosi. Il pareggio subìto alla svelta ha cambiato le convinzioni, il Cosenza ha intuito che alzando i ritmi il Perugia sarebbe diventato fragile come un grissino. Il goal di Falasco, contestato ad oltranza dai calabresi è stato convalidato dall’arbitro che ha valutato come il difensore abbia accompagnato il pallone in rete con il corpo nella sua globalità. Il Cosenza ha reagito come una furia, Riviere ha mandato a vuoto Vicario e il 2-2 era cosa fatta. Perugia sulle gambe, tatticamente squinternato, Oddo poco aiutato dallo staff nell’individuare i cambi più necessari. Perfino preoccupato di perdere ha tolto Iemmello per Mazzocchi, era il segnale chiaro che ci si doveva accontentare del pareggio. Di solito salomonico, ma stavolta gonfio di recriminazioni sui due fronti.

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Vicario: Praticamente disoccupato per tutto il primo tempo, impotente sul goal di Ssciaudone, un rigore in movimento. Gli sbandamenti della difesa lo hanno frastornato, su goal di Riviere non è stato certo impeccabile, ma poi ha dovuto ritrovare la forma dei giorni migliori per mettere al sicuro almeno il pareggio. Voto: 6+

Rosi: Sembra aver messo il turbo, visto che riesce ad accelerare il passo come un giovanotto di primo pelo. Divora letteralmente il goal del raddoppio saltando fuori tempo, addirittura da posizione di centravanti pescato da un cross di Capone. Subito in affanno da inizio di ripresa, al pari dei compagni. Nessuna spinta, a disagio in marcatura. Voto: 5.5

Falasco: Se c’è da spazzare via non ci pensa due volte, così come non si tira indietro quando deve usare le maniere forti per spezzare le triangolazioni di Litteri e Baez. Impacciato sul goal del pareggio, recupera con la deviazione contestata del 2-1 ma i venti minuti finali sono da brivido. Voto: 5:5

Sgarbi: Il pressing dei centrocampisti facilità il suo compito, disimpegni facili facili nel primo tempo, con poche sbavature. L’intervallo rigenera il Cosenza e lui è in affanno su Pierini che offre a Sciaudone il pallone del pareggio. Spesso fuori posizione, perfino sulla fascia alta di sinistra, ad aumentare la confusione. Impallinato con costante regolarità. Lui può giustificarsi sostenendo che era saltato tutto. Voto: 5-

Nzita: Elettrico, veloce di gambe e di testa, tarantolato visto che si sposta con naturalezza su tutto il fronte della difesa e non solo, recuperando la posizione con facilità. Tutt’altra storia nella ripresa, Oddo lo tiene in campo, ma le incursioni pericolose arrivano tutte dalla sua parte. Voto: 5.5

Nicolussi Caviglia: Autorevole, postura da mezz’ala pura, se ancora si può chiamare così. È potente nel tiro dalla distanza, fatica a rientrare dopo aver speso molto tra Coppa e campionato. Voto: 6 (dal 36 st Melchiorri: un quarto d’ora di sofferenza. Voto: ng)

Carraro: Guasta tutto con una ripresa con troppi errori da matita rossa; passaggi sbagliati a rilanciare gli assalti del Cosenza, chiusure che non esistono più. Finisce sulle ginocchia. Voto: 5:5

Dragomir: Propositivo per mezz’ora, poi si affievolisce tanto è che la fisicità dell’avversario può essere contrastata solo con qualche fallo. E non è un caso che rimedia il “giallo” per una trattenuta plateale, e poi il rosso diretto per una testata ad un avversario proprio sul filo di lana. Voto: 5–

Buonaiuto: La lezione servirà, nel calcio occorre approfittare dei punti deboli dell’avversario, metterlo in condizione di non nuocere quando è alle corde. Anche lui irresistibile in fase di possesso, arrendevole quando c è da contrastare e ripartire. Voto: 6-

Capone: Errori sotto porta decisivi, il palo con la porta spalancata non può essere considerata sfortuna. Si intestardisce nel voler dribblare anche i lacci delle scarpe. Voto :5 (26 st Fernandes : Vivace, continua a dare l’impressione di essere un jolly prezioso, ma all’atto pratico è un fante di bastone quando la briscola è denari. Voto: 6-

Iemmello: Volli fortissimamente volli, così il suo goal dopo doppia incornata. Poi pochi palloni per lui, anzi nessuno giocabile. Assolutamente il meno colpevole del portentoso recupero del Cosenza. Voto: 6.5 (41 st Mazzocchi: il tempo di capire che il Cosenza faceva sul serio. Voto: ng)

Oddo: La continuità c’è stata a metà, nel gioco, nell’impostazione tattica. È sembrato sorpreso anche lui dal camaleontismo di Braglia, di cui pure aveva cantato le lodi alla vigilia. Non era facile puntellare la situazione, ma i cambi sono sembrati senza una motivazione definita. Voto: 6-

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