Chiara Donati resta una ferella per la quinta stagione consecutiva, l’unica insieme a capitan Neka ad aver vestito tutte le maglie rossoverdi, dalla nascita ad oggi. È stato rinnovato l’accordo tra la società Ternana calcio femminile e la numero dieci che conferma la propria presenza, oltre che un forte attaccamento alla maglia, anche per la prossima stagione.
Chiara Donati resta una ferella Inutile dire che è grande l’orgoglio al Pala Di Vittorio da dove la famiglia Basile ringrazia la giocatrice «per la correttezza e la serietà con cui rappresenta la storia della società e continuerà a rappresentarla in questa stagione». In particolare il direttore Basile spiega: «Chiara è un pezzo di storia che ha vissuto tutte le tappe della nostra crescita e del nostro percorso societario, una ternana doc che questo anno sono sicuro avrà una importanza fondamentale nello spogliatoio e in campo per il nuovo gruppo. Spero anche che possa essere notata dal Ct Menichelli e che le venga data una occasione in azzurro».
Amore rossoverde A parlare è anche la Donati: «Sono ternana e solo chi nasce in questa città può capire cosa significa giocare e vincere con questa maglia. Sembra a volte un discorso sentito e abusato, ma non è così. Ogni volta che vedo la maglia rossoverde appesa nello spogliatoio con il mio nome è sempre un’emozione. Ne vado fiera». E poi: «Io mi metto sempre a disposizione del mister cercando di allenarmi duramente. Sono una operaia di questo sport e vedo sempre le cose dall’ottica più umile possibile. Certo se ne facessi un discorso di impiego me ne andrei in categorie inferiori e da altri parti, ma per me vale più una partita giocata qua alla Ternana femminile con questa maglia che cento da altri parti».
Nazionale Sull’opportunità azzura il numero dieci delle ferelle scrivono: «Onestamente qualche volta si, mi piacerebbe perché sarebbe un premio a tutti gli sforzi che faccio, ma comunque ogni volta che viene chiamata una mia compagna sono felice perché ritengo che il suo successo sia anche un po’ il mio visto che per un anno intero, o a volte anche di più, condividiamo lo stesso spogliatoio e lo stesso campo, allenamento dopo allenamento».
