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«Ti infilzo col tubo, finisci nel sangue. A te serve c. duro. Ti infilo il mio tubo, ti passo da parte a parte». Così parlando, un rider a una collega, nel tentativo di accaparrarsi le consegne in una rosticceria di Terni, brandiva intanto una spranga. Così lunedì quella che doveva essere una tranquilla serata di lavoro, si è trasformata in un episodio di paura e tensione, per il quale è scattata anche una denuncia. Erano circa le 21.15 quando la donna è arrivata per ritirare un ordine e si è trovata in mezzo a una situazione già tesa, con diversi colleghi presenti sul posto.

La ricostruzione Secondo quanto ricostruito, alcuni addetti cercavano di prendere consegne senza rispettare le regole, facendo nascere le prime tensioni anche con il personale del locale. Nel giro di poco, la situazione sarebbe degenerata. Alla discussione si sarebbe poi aggiunto un altro rider, quindi l’inasprirsi del confronto. Prima le parole grosse, poi gli insulti, fino alle minacce. Un clima pesante e di paura. A evitare che la situazione degenerasse sarebbero stati altri rider presenti, intervenuti per calmare e allontanare l’uomo. Subito dopo è partita la chiamata al 112, ma al momento del contatto con le forze dell’ordine il responsabile dei disordini si era già allontanato. Il giorno successivo la denuncia.

La questione tesserini Dietro l’episodio ci sarebbe anche il discusso tema del tesserino identificativo obbligatorio per i rider, inserito nel regolamento di polizia urbana del Comune di Terni. In base a tale provvedimento, chi fa consegne deve fare domanda, presentare documenti, dimostrare di avere un contratto con una piattaforma e essere in regola anche dal punto di vista sanitario. Una volta ottenuto, il tesserino deve essere tenuto ben visibile sia quando si ritira l’ordine sia quando lo si consegna, e può essere controllato dalle forze dell’ordine. Non solo: gli addetti alla ristorazione possono anche rifiutarsi di consegnare cibo a chi ne è sprovvisto. Proprio un rifiuto in questo senso pare sia alla base del litigio di lunedì. Dal momento in cui al rider non è stato consegnato l’ordine, perché senza tesserino, sarebbe scaturita la discussione. Il caso è al vaglio delle forze dell’ordine.

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