di M.R.
Un ‘vaffa’ via social risalente a due anni fa e il sindaco di Terni Stefano Bandecchi, come noto, è stato rinviato a giudizio per diffamazione. Tramite i propri legali, Giorgio Panebianco del Foro di Terni e Sara Crescenzi in sostituzione dell’avvocato Morlacchini di Roma, il primo cittadino, martedì mattina, in Tribunale, ha formalizzato un’offerta risarcitoria di 3 mila euro alla parte offesa, l’imprenditore ternano Amerigo Marzi, finalizzata all’estinzione del reato che gli viene contestato. Il difensore di Marzi, avvocato Dino Parroni, riservandosi di confrontarsi col proprio assistito sulla proposta economica, ha fatto tuttavia notare che «permangono le conseguenze dannose del reato» perché il post è ancora online.
Sulla congruità dell’offerta, posto che le conseguenze del reato vanno rimosse, dovrà esprimersi il giudice, Elisa Fornaro. Nel formalizzare l’offerta, la difesa ha argomentato di aver quantificato la somma in considerazione del contesto social, di uno scambio reciproco di frasi e della personalità dell’imputato in questione. Sul caso specifico, a proposito di Bandecchi, l’avvocato di parte civile Parroni, stigmatizzando la permanenza del post, ha parlato di «espressione di particolare inclinazione a delinquere per assenza di alcun tipo di pentimento». Panebianco ha replicato che le conseguenze dannose del reato, essendo l’episodio così datato, non sono immediate: «Bisognerebbe scorrere i post, nel profilo social in questione, per quasi un’ora». Il caso è stato dunque rinviato a prossima udienza, in estate.
