Un’aggressione verbale durante la radiocronaca. A subirla il giornalista Nicola Agostini, secondo quanto denunciano il Gruppo Umbro dell’Ussi (Unione stampa sportiva italiana) e l’Asu (Associazione stampa umbra) che stigmatizzano i «gravissimi episodi avvenuti domenica pomeriggio allo stadio Vestrelli di Castiglione della Valle e la vile aggressione verbale».

Minacce «Il collega – si legge nella nota – è stato oggetto di chiare minacce (“Dell’arbitraggio non parli? La racconti come ti pare” e “Qui non ci vieni più, te lo dico io”), da parte di un gruppo di sostenitori locali chiaramente udibili in diretta, sin quasi a sovrapporsi alla sua voce, tanto che è stato poi costretto ad interrompere il collegamento e barricarsi all’interno della tribuna stampa per evitare conseguenze peggiori. Il motivo scatenante sarebbe stato a loro dire un frase pronunciata dal cronista contro la squadra di casa: la circostanza è chiaramente smentita dalla registrazione del momento incriminato pubblicata sul canale youtube del quotidiano on line Marsciano7 e quindi di pubblico dominio».

Dirigenti come ultras Ussi Umbria e Asu denunciano inoltre «il comportamento di alcuni dirigenti di primo piano della società Villabiagio, i quali invece di operare per sedare gli animi, hanno preso parte attivamente all’aggressione verbale, impedendo poi anche l’ingresso alla sala stampa sia al collega Agostini che agli altri giornalisti presenti, che dunque non hanno potuto svolgere il proprio lavoro». Asu e Ussi Umbria ricordano alla società Villabiagio e ai suoi dirigenti che «è preciso dovere della società sportiva tutelare i cronisti loro ospiti e metterli nelle migliori condizioni per svolgere il loro lavoro, garantendo postazioni idonee, al riparo da rischi e che in proposito esiste un accordo firmato fra Lnd-Cru e Ussi Umbria. Lasciare i giornalisti nelle mani di tifosi facinorosi, partecipare all’aggressione e inoltre impedire ai cronisti – anche a quelli “sgraditi” – l’accesso ai luoghi deputati per svolgere il proprio lavoro (tribuna stampa e sala stampa) è una palese violazione della libertà di informazione. Di ciò Asu e Ussi intendono investire ai massimi livelli la Lega nazionale dilettanti. Al collega Agostini e agli altri colleghi cui è stato impedito di lavorare correttamente – conclude la nota – va ovviamente la piena solidarietà di tutto il consiglio direttivo dell’Asu e di quello dell’Ussi Umbria».

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