Il coach di Terni, Manuel Cilio. Foto: Marta Magni & RDO Sport

di Ca. For.

Un altro passo verso la Serie B Interregionale. È quello cui ambisce l’Esseti Terni che domenica 24 maggio alle 19, riceve al PalaDiVittorio Mesagne per la gara di andata dello spareggio promozione. I gialloneri sono reduci dal 2-0 rifilato a Perugia nell’ultimo atto dei playoff del girone M. 

Cilio Coach Cilio inquadra così il momento della sua squadra e la partita contro i pugliesi. «Sarà complicato recuperare le energie nervose e mentali. Abbiamo vissuto prima l’adrenalina di aver vinto il campionato, poi siamo tornati in palestra consapevoli di aver fatto una cosa grande ma fine a se stessa se poi non raggiungi la promozione. Il nostro obiettivo era non porci limiti, i ragazzi sono molto concentrati. Non sono appagati e sanno che la posta in palio è bella grossa. La squadra sta bene fisicamente, anche se c’è tanta stanchezza e qualche acciacco di fine anno. Bisogna stringere i denti e andare avanti, trovando ulteriori energie oltre quelle normali. Mesagne è una squadra molto completa e fisica, soprattutto negli esterni. Per certi versi sono una squadra che con la Serie C non c’entra nulla. Sono una squadra camaleontica e questo mi spaventa perché soprattutto all’inizio della serie, conoscendoci meno, sarà molto difficile il confronto. Credo che proveranno ad abbassare i ritmi». 

Pasqualini Nelle scorse ore ha parlato anche il diesse Pierpaolo Pasqualini: «L’avversaria è di valore, il girone pugliese è complicato perché ci sono roster competitivi. Mesagne è arrivata fino in fondo con l’obiettivo di vincere il campionato. Dovremo affrontarla al massimo delle nostre potenzialità». Il dirigente si è poi soffermato su quanto sia importante il calore del pubblico. «Siamo molto soddisfatti della mole di pubblico presente nelle ultime uscite al PalaDiVittorio. Oltre al risultato sportivo è bello sentire il fermento della città che ha riscoperto questo sport. È stato fatto un bel percorso, il palazzetto sarà un fattore e deve esserlo nel modo giusto. I ragazzi sono abituati a giocare in un ambiente caldo, deve essere una spinta in più e il sesto uomo in campo».

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