di Daniele Bovi
Prosegue con Franco Zaffini, candidato per Fratelli d’Italia e le altre liste di centrodestra al Senato (collegio uninominale Umbria 1), la serie di interviste in vista delle elezioni del 4 marzo.
Quali sono i temi principali sui quali si concentrerà nel corso della campagna elettorale?
«I temi saranno quelli dei problemi irrisolti dell’Umbria, per essere quasi didascalici: il gap infrastrutturale di questa regione deve essere rapidamente colmato, per quanto attiene alla rete stradale, con l’ammodernamento della E45 e la soluzione del nodo di Collestrada anche in vista dell’insediamento Ikea, oltre naturalmente al completamento delle parti non ancora realizzate della Perugia-Ancona. C’è inoltre la più complessa vicenda dell’aeroporto, della rete ferroviaria e dell’alta velocità. Problemi enormi nei quali avendone l’autorevolezza del ruolo potrò rapidamente agire, in connessione con il futuro governo nazionale».
Quali sono i più importanti problemi del territorio a cui intende dar voce?
«Quello che reputo il più importante problema dell’Umbria per tutte le sue connessioni è quello che io definisco “l’inverno demografico”, e cioè questo tasso di denatalità che colloca l’Umbria in coda alle regioni italiane per indice di sostituzione. Deve essere previsto un corposo pacchetto di misure, come peraltro scritto nel programma di coalizione nazionale del centro destra, a sostegno della volontà e della possibilità di fare figli. Anche questo è un problema enorme, gigantesco, ma averne la percezione è già un grande passo in avanti».
Economia, welfare e trasporti sono tre temi strategici per l’Umbria: per ognuno di questi indichi un provvedimento chiave da approvare in parlamento.
«Per quanto riguarda il primo punto, serve una riforma profonda delle agenzie regionali – a cominciare da SviluppUmbria – e la digitalizzazione dei processi; per il welfare, come già detto una sorta di piano Marshall a sostegno della natalità, della condizione femminile e delle giovani coppie; Sui trasporti punto alla riqualificazione dello scalo aeroportuale di Sant’Egidio e ad agganciare l’Umbria alla rete dell’alta velocità come già si è iniziato a fare per effetto di una lodevole intuizione della nuova amministrazione di Perugia».
Se eletto come intenderà gestire il rapporto con il suo collegio?
«A prescindere dalle idee sopra descritte con una brutale sintesi quello che farà la differenza, e su questo mi impegnerò personalmente, sarà la possibilità di ridare all’Umbria una democrazia compiuta e quindi con il fisiologico ricambio e alternanza politica: con questo Pd e con questa sinistra non si va da nessuna parte».
Twitter @DanieleBovi

Che tristezza voler continuare ad insultare l’intelligenza degli uomini riempendosi la bocca di vacuità. Il piano Marshall voluto dagli Usa nel dopoguerra, fu un’operazione che prevedeva ingenti investimenti in tempi brevi 3o4 anni. In una realtà che non aveva l’impatto demografico della problematica attuale e che comunque alla scadenza del periodo previsto non fu rinnovato. La domanda è chi nella Comunità Europea è disponibile a mettere risorse e in che misura? Quanto incideranno in termini di bilancio commerciale, monetario, financo di PIl su ogni singolo stato e in special modo sui paesi, come l’Italia, più fragili.