Paola Giannetakis (foto F.Troccoli)

di D.B.

Una criminologa come possibile ministro degli Interni, uno dei dicasteri chiave di qualsiasi governo. C’è anche un’umbra nell’ipotetica squadra di governo del M5s presentata giovedì pomeriggio: Luigi Di Maio, capo politico del Movimento, ha infatti scelto come possibile ministro degli Interni Paola Giannetakis, candidata in Umbria all’uninominale nel collegio Perugia-Trasimeno.

L’INTERVISTA A PAOLA GIANNETAKIS

Chi è Criminologa esperta di scienze cognitivo-comportamentali e psicologia criminale. Insegna alla Link Campus University e fa parte del think tank intelligencecollettiva.com ideato dal deputato grillino Angelo Tofalo, membro del Copasir, un progetto di approfondimento e diffusione della cultura della sicurezza. Ha come missione, stando alle intenzioni dei promotori, proprio quella di far interagire cittadini, governi e aziende «e proiettarli consapevolmente in un futuro in cui l’intelligence opererà sempre di più in uno spazio indefinito». È anche autrice di articoli su formiche.net. «Mi sono occupata – ha detto settimane fa accettando la candidatura – di processi per omicidio, sempre seguito tematiche sul femminicidio. Mi sono specializzata in Italia e Regno Unito. Ho accolto invito del M5s di poter dare un contributo potendo trasferire le mie competenze avendo io in questi anni collaborato per le tematiche della sicurezza».

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Il Sì al referendum Sul possibile ministro pentastellato intanto in queste ore si è aperto un caso. Il suo nome infatti risulta tra quelli che nel giugno 2016 sottoscrissero un appello a favore del Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre; un appuntamento che vide il Movimento schierato dalla parte opposta della barricata rispetto all’allora premier Matteo Renzi. Le firme per un «pacato Sì» erano state raccolte attraverso un sito omonimo anche se Giannetakis ora smentisce: «Non ho mai firmato nulla, né fisicamente né virtualmente. Non so come ci sia finito il mio nome». «Lo sapevamo – dice però lo staff del M5s – i candidati ministri sono patrimonio del paese e non sono dei 5 stelle».

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Diciassette nomi In tutto Di Maio ha parlato di 17 ministri, di cui quattro donne. Per Affari regionali e rapporti con Parlamento Riccardo Fraccaro, Pubblica amministrazione Giuseppe Conte, Sport Domenico Fioravanti, Esteri Emanuela Del Re, Giustizia Alfonso Bonafede, Difesa Elisabetta Trenta, Economia Andrea Roventini, Sviluppo Economico Lorenzo Fioramonti, Politiche Agricole Alessandra Pesce, Infrastrutture Mauro Coltorti, Lavoro Pasquale Tridico, Ambiente Sergio Costa, Salute Armando Bartolazzi, Qualità della vita e sviluppo sostenibile Filomena Magino, Istruzione Salvatore Giuliano e Beni culturali Alberto Bonisoli.

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Le idee Quanto al programma del possibile ministro, Giannetakis ha indicato «un mix di tecnologie all’avanguardia e umanizzazione degli spazi». «Le sfide multidimensionali alla nostra sicurezza impongono – scriveva settimane fa – la ricerca e l’applicazione di nuovi strumenti in grado di rispondere prontamente ed incisivamente alle emergenti minacce e all’evoluzione dei fenomeni criminosi, dalla criminalità predatoria alle varie forme di violenza fino ad arrivare al rischio terrorismo nelle sue varie metamorfosi». Secondo Giannetakis serve «un uso intelligente dei sistemi intelligenti: pensiamo in generale alle videocamere in grado di raccogliere e analizzare una quantità sempre maggiore di dati dal riconoscimento automatico di volti alla biometria comportamentale, a vari tipi di sensori opportunamente integrati che generano nella loro interezza, una sorta di enorme rete neurale, un volume di dati a disposizione degli analisti delle Forze di Polizia e degli organi di intelligence». È però anche necessaria «una progressiva umanizzazione degli spazi, nella prospettiva di realizzare smartcity intese da una parte come spazio sicuro ed interconnesso ai servizi di pubblica utilità ma dall’altro come aree sicure e libere dove vivere lontani dalla sindrome della paura, contesti salubri bilanciati tra sicurezza e tutela della privacy».

Twitter @DanieleBovi


 

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2 replies on “M5s, Giannetakis come possibile ministro degli Interni. Ma scoppia il caso del Sì al referendum”

  1. no, credo proprio che non sia la persona giusta in un ministero così importante……da come parla vorrebbe fare la criminologa o l’investigatrice anche al ministero…..c’è bisogno di altro ………………….e poi una curiosità il suo cognome non è italiano

  2. ha messo tutti tecnici…..politici nessuno…come si pensava…..se sfonda il 40%…..apriti cielo…..

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