di Daniele Bovi
Prendere un voto in più della Lega, così da essere il primo partito della coalizione, e ovviamente vincere in Umbria, con un occhio alle regionali 2020. Venerdì mattina in una sala della Vaccara affollata la coordinatrice regionale di Forza Italia Catia Polidori ha presentato la squadra di candidati in vista delle politiche del 4 marzo. In sala (il clima complessivamente pare più sereno di quello percepito giorni fa in casa Pd) ci sono, in prima fila, il sindaco Andrea Romizi, due consiglieri comunali (Perari e Tracchegiani) e pure Leonardo Varasano, anche se mancano gli altri consiglieri ‘laffranchiani’. Il grande assente è infatti Pietro Laffranco, il deputato che dalla guerra interna a Forza Italia è uscito senza la ricandidatura. A lui Polidori non dedica neppure una parola, se non su sollecitazione dei giornalisti: «Laffranco? Il coordinamento regionale aveva fatto una proposta al partito già alla fine di dicembre con i nomi della lista che vede». Capitolo chiuso, tutti in marcia verso il 4 marzo.
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I nomi Polidori, altotiberina, sarà capolista nel listino proporzionale della Camera (elezione quindi certa), mentre dietro di lei ci sono il sindaco di Norcia Nicola Alemanno, la coordinatrice provinciale del partito di Perugia Laura Buco e Filiberto Franchi, 32 anni, assessore a Bastia Umbra della giunta Ansideri con un passato nella Destra di Storace. Capolista al Senato invece «il noto avvocato umbro», definizione di Silvio Berlusconi, Fiammetta Modena (è lei ad averla spuntata contro Laffranco); dietro di lei Riccardo Meloni, capogruppo di FI nel consiglio comunale di Foligno, poi il sindaco di Amelia Laura Pernazza e Francesco Ferranti, capogruppo in consiglio comunale a Terni. «La punta di diamante», come lo ha chiamato Polidori, è Raffaele Nevi, consigliere regionale schierato nell’unico collegio uninominale (Terni, Camera) toccato ai forzisti nell’ambito della spartizione interna alla coalizione: «Ha deciso tutto Roma» spiega sul punto Polidori.
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TUTTE LE LISTE E I NOMI
Tutti umbri La coordinatrice ha parlato nel complesso di «una squadra già pronta il 27 di dicembre» (la battaglia però è infuriata fino alle ultime ore del 29 gennaio) e composta «di soli umbri. È l’unica regione e da noi non ci sono paracadutati, nessuno ha cercato di saccheggiare il lavoro fatto sui territori». Quanto alla competizione interna alla Lega, fondamentale per stabilire i rapporti di forza interni, l’obiettivo è «di arrivare sopra». In Umbria fra i temi centrali della campagna elettorale ci sarà anche il terremoto: «Sicurezza e trasparenza – ha premesso Alemanno – sono cose giuste ma non devono pesare sulle spalle dei cittadini». Il sindaco della città più colpita dal sisma di fine 2016 parla anche di «una ricostruzione che stenta a decollare: su questo fronte servono sicurezza e semplificazione». In ballo c’è anche «la promessa – dice Polidori – che Berlusconi ha fatto ad Alemanno a Fiuggi. Il presidente ha spiegato che se vincerà arriverà a Norcia e risolverà la situazione, facendo come a L’Aquila», dove in realtà le cose a tanti anni di distanza sono lontane dall’essere a posto.
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Il programma Polidori ha messo poi l’accento su alcuni dei punti programmatici con i quali il partito proverà a convincere gli umbri: si va dalla flat tax alla lotta contro la povertà, dal raddoppio delle pensioni minime alla sicurezza. Sul punto la coordinatrice forzista rilancia lo slogan «aiutiamoli a casa loro», promettendo al contempo «più attenzione per le forze dell’ordine e se necessario l’Esercito in piazza». Polidori ha parlato anche di «un’Umbria lasciata a se stessa e isolata in termini di trasporti ed economia; gli studenti se ne vanno fuori e le imprese non sono in grado di esprimersi». Qualche parola c’è anche per Terni: «Lì servono poteri speciali, la città sta morendo». Insomma, anche i forzisti sono entrati nel pieno della campagna elettorale. Dal 5 marzo si aprirà un’altra fase.
Twitter @DanieleBovi
