Nicola Alemanno (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Prosegue con Nicola Alemanno, candidato nella lista di Forza Italia alla Camera, la serie di interviste in vista del voto domenica.

Quali sono i temi principali sui quali si concentrerà nel corso della campagna elettorale?

«È evidente che noi siamo stati interessati in modo particolare a partire dagli eventi sismici del 2016 da questo terribile dramma che ha colpito la nostra comunità e l’intera Umbria. È una situazione, questa, che è stata gestita con tutte le energie e tutte le forze disponibili. Abbiamo dovuto interagire con una normativa scritta in coming. Il nostro è un paese fragile, in cui ogni anno abbiamo a che fare con alluvioni, frane, esondazioni, incendi e terremoti: ancora oggi non siamo dotata di un testo unico per la gestione delle emergenze. Abbiamo assolutamente bisogno che il Parlamento avvii questo percorso e questo processo in modo tale da far sì che il quadro di norme, abbastanza solido, di cui disponiamo in questo momento, possa divenire un testo di riferimento per qualsiasi emergenza il nostro paese si dovesse trovare ad affrontare. L’altro tema importante, è certamente quello che riguarda la semplificazione di tutti gli aspetti del rapporto tra il cittadino e la Pubblica amministrazione in modo particolare nell’ambito economico. Sulla proposta del centro destra del programma condiviso e sottoscritto dai quattro partiti, trova certamente spazio tra gli aspetti più importanti la flat tax che, oltre ad abbassare il livello di tassazione, porterà grande semplificazione nel rapporto tra contribuente e strutture centrali. Sempre la flat tax farà emergere numeri importanti dal punto di vista dell’evasione fiscale innalzando soprattutto la la quota della ‘no tax area’ favorendo i meno abbienti che però riceveranno più assistenza. Anche la compilazione della dichiarazione dei redditi sarà agevolata: eliminando tutto il sistema delle detrazioni fiscali, ciascuno riuscirà facilmente a fare la propria dichiarazione dei redditi autonomamente. Altro tema fondamentale è quello della sicurezza e del controllo dei flussi dell’immigrazione. Noi siamo una forza assolutamente moderata, siamo orgogliosi delle nostre radici cristiano-cattoliche e nel nostro Dna c’è il senso dell’accoglienza che non deve essere, però, scambiato con ‘debolezza’. Noi dobbiamo certamente accogliere tutti coloro che fuggono dai territori per ragioni di guerra ma altresì tenere strettamente sotto controllo i flussi migratori verso il nostro paese. Siamo una piccola nazione, non potremmo mai contenere tutte le persone che vogliono raggiungere il nostro paese perché qui, evidentemente, trovano condizioni migliori. Nonostante ciò siamo disposti ad accettare tutti coloro che arrivano nel nostro paese e a dare loro un’accoglienza dignitosa a fronte del rispetto della nostra identità, della nostra tradizione, delle nostre regole, delle nostre leggi».

Quali sono i più importanti problemi del territorio a cui intende dar voce?

«Il tema del ‘terremoto’ sarà centrale nella legislatura dei prossimi cinque anni avendo riguardato una gran parte del Centro Italia. Attorno ad esso ruotano altre tematiche importanti come ad esempio quella del danno indiretto: dobbiamo creare le condizioni perché in queste aree non solo si torni a ricostruire, ma si torni anche a riabitarle evitando la deantropizzazione del territorio. Per far si che ciò accada però devono esserci le condizioni sociali ed economiche. Altra problematica che riguarda sia le aree del sisma che la Regione è legata alle infrastrutture. La viabilità, insieme ai beni culturali, sono stati due elementi che hanno più duramente ceduto sotto l’effetto del sisma. Ancora oggi abbiamo due tra le più importanti vie di comunicazione del nostro territorio verso la Regione Marche, una ancora completamente chiusa a 16 mesi dal sisma quali la galleria San Benedetto e la SS 675 verso la Salaria. L’altra, quella che porta verso la zona di Visso, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini è aperta solo a senso unico alternato, anche qui in questo caso dopo 15 mesi di chiusura. La messa in sicurezza delle strade di accesso, sistematicamente in crisi ogni volta che si verifica un evento sismico(come nel 1979 e nel 1997) e la viabilità in generale deve essere tematica ridondante: dobbiamo avere certamente la disponibilità di più opzioni per poter accedere al nostro territorio. La regione Umbria è il ‘cuore dell’Italia’ ma deve avere le arterie in collegamento con il resto del corpo, quindi con l’intero paese. Siamo tagliati fuori da un sistema ferroviario che solo adesso ci si rende conto che abbiamo bisogno dell’alta velocità. Abbiamo ancora nodi importanti strutturali e strategici, come il nodo di Perugia, e la viabilità a 4 corsie che non riusciamo un solo giorno dell’anno, da moltissimi anni, ad attraversare senza che ci sia la presenza di cantieri. Abbiamo il tema della mobilità alternativa che ancora fatica a decollare; la mobilità lenta invece, che potrebbe caratterizzare in modo importante e significativo il nostro territorio, fatica anche sotto questo punto di vista a trovare delle soluzioni».

Economia, welfare e trasporti sono tre temi strategici per l’Umbria: per ognuno di questi indichi un provvedimento chiave da approvare in parlamento.

«L’economia per quanto riguarda il tema dello sviluppo economico è certamente un tema importante, abbiamo già parlato della flat tax come elemento centrale e cardine di un programma, di un’ipotesi e di un modello di sviluppo del nostro paese che deve essere radicalmente rifondato. Così come abbiamo approfondito il tema alle infrastrutture, quindi ai trasporti. Per quanto riguarda il welfare, anche qui, ereditiamo un paese diviso tra giovani e anziani, tra Nord e Sud, tra piccoli centri di montagna e aree metropolitane. Il sistema del welfare va completamente rivisto, va completamente riorganizzato. Ciò che teoricamente è stato posto in atto nella Regione Umbria è qualcosa che potrebbe funzionare; così come sta funzionando adesso però non riesce a decollare perché non riusciamo a raggiungere le parti più distanti della nostra regione e sono quelle laddove mancano i servizi principali: paradossalmente sono quelle aree dove bisognerebbe incidere in modo più significativo con i servizi dell’assistenza soprattutto agli anziani e penso soprattutto ai disabili. Quindi non può esserci un parametro legato alla popolazione, deve necessariamente esserci un parametro legato all’estensione territoriale e alla geografia del territorio. Quanto semplice può essere erogare un servizio in una città come Foligno, come Terni, Perugia, nelle grandi città dell’Umbria dove gli assistenti sociali escono dall’ufficio e trovano esattamente nella porta accanto l’anziano, il giovane, il disabile a cui debbono prestare servizio e attenzione. Pensate quanto complesso possa essere nella zona sociale, ad esempio, della Valnerina, dove questo tipo di assistenza deve essere garantito con le stesse risorse, con le stesse persone,da Castelluccio di Norcia a Gavelli (circa un’ora di strada in macchina) e quindi in un territorio molto molto vasto, dove gli assistenti sociali in un solo giorno percorrono decine e decine di km».

Se eletto come intenderà gestire il rapporto con il suo collegio?

«Beh, io non ho un collegio, sono candidato al secondo posto della lista proporzionale per Forza Italia dietro al già sottosegretario allo Sviluppo economico Catia Polidori e, quindi, devo rivolgere necessariamente la mia attenzione, così come sto facendo con questa campagna elettorale, all’intero territorio regionale. Non sarà semplice e non sarà facile, coniugare l’impegno che comunque resta al servizio della mia comunità, quindi al servizio della gestione di questa emergenza con le esigenze di un territorio regionale che ha assolutamente bisogno anche solo di presenza fisica. Continuerò a gestire il rapporto con i miei elettori e comunque con tutti i cittadini, così come ho sempre fatto: un rapporto franco, sincero, diretto, poco social se volete, ma molto vicino alle esigenze delle persone, moltiplicando i miei sforzi così come ho dimostrato di fare durante la gestione di questa terribile crisi sismica che è fortunatamente alle nostre spalle».

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Twitter @DanieleBovi

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