©Fabrizio Troccoli

di Maurizio Troccoli

Erano obiettivamente in tanti ad accogliere Matteo Renzi, sabato pomeriggio, al Capitini.

La cronaca Il segretario del Pd è giunto in ritardo e ha guadagnato il palcoscenico percorrendolo in lungo e in largo durante il suo intervento. Prima il programma con i 100 punti insieme alle 100 cose fatte. Quindi il modello degli ottanta euro da replicare per ogni figlio, in ogni famiglia, fino al compimento dei 18 anni. Poi la platea interrogata su quanti abbiano ottenuto gli ottanta euro in busta paga, quanti le 14esime sulle pensioni, e quanti pagano invece il canone Rai.

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I 5 Stelle E’ il momento degli attacchi ai 5 Stelle, con Di Maio, come il compagno di scuola che ti minaccia di aspettarti dopo la campanella e poi scappa. «Più compagno di scuola che di università», ha ironizzato. E ancora i 5 Stelle con il reddito di cittadinanza «che invoglierà a licenziarsi».

L’Umbria Ma qualche messaggio Renzi l’ha voluto riservare all’Umbria, «piccola ma dai grandi valori, dove si giocherà una battaglia fondamentale tenuto conto che è possibile vincere in tutti i collegi e fare un ottimo risultato al proporzionale». Renzi ha poi voluto applaudire al modello Cucinelli: «Lo ricordo sempre e lo ribadisco, è il rappresentante dell’Italia che fa bene e diventa un modello per il mondo, ditelo a Salvini e al suo programma dei dazi. Cucinelli mi ha anche rimproverato, in alcuni momenti delicati, invitandomi a usare modi più gentili e concilianti. E’ anche così che si crea un’impresa che da lavoro a tante donne e tanti uomini».

I particolari Un ricordo l’ha riservato al sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli. «E’ stato un avversario ma lo voglio ricordare perchè è stato un sindaco perbene, ci ha ricevuto e salutato con gentilezza, lo ricordo con affetto». E quando dal pubblico – mentre lui parlava di un voto utile che i vecchi compagni umbri non vorranno mica trasformarlo in voto di rappresentanza che finirebbe per avvantaggiare Salvini – qualcuno l’ha interrotto urlando ‘i veri comunisti siamo noi’, lui ha detto: «E’ l’Umbria bellezza». E senza citare il terremoto, ma le opere per i trasporti che in Umbria sono stati un ‘risultato importante e continuano a esserlo con i prossimi provvedimenti’, ha ricordato i circoli, i centri sociali e i luoghi aperti contro la solitudine.

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4 replies on “Dal pubblico a Renzi, siamo noi i veri comunisti. E lui: «E’ l’Umbria bellezza»”

    1. considerando l’ignoranza e l’ipocrisia italica, direi proprio che difficilmente se ne potrà attendere uno diverso. d’altronde viviamo in un paese in cui si plaude un demente nazifascista che spara a persone per strada. forse il brusco risveglio già c’e’ stato, no?

    2. guarda che il gesto di traini è stato dettato dalla rabbia, dall’inesistenza della giustizia((((((((ma ti rendi conto che i ns politici sono andati a trovare i feriti ,,non morti ma feriti,,,, dimenticandosi del dolore dei familiari della vittima,una giovane donna fatta a pezzi è mostruoso))))qui non si tratta di fascismo e razzismo ma di malcontento, di mancanza di sicurezza, di stanchezza di queste invasioni ingiustificate(((arrivano da paesi non in guerra))))

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